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APRIAMO LE PORTE E I PORTI

La newsletter di Famiglie Accoglienti 

Care amiche e cari amici, sperando che abbiate passato un buon ferragosto, riprendiamo la nostra consueta newsletter. Tra poco più di un mese ci saranno le elezioni in Italia e la speranza è che i temi dell'immigrazione non diventino pura propaganda per racimolare barbaramente qualche voto. A proposito vi proponiamo una bella riflessione apparsa su Nigrizia. Sono 11 punti che vanno dalla richiesta di non rinnovare gli accordi Italia-Libia all'introduzione di canali di ingresso nel nostro Paese. 

Ci sono poi fronti purtroppo caldi per quando riguarda le rotte delle migrazioni verso l'Europa. I respingimenti turchi hanno fatto si che in Grecia siano stati diversi i casi di migranti in pericolo. L'ultimo di questi ha visto un naufragio nel fiume Evros e la morte di una bambina di soli 5 anni. Infine in questo numero approfondiremo con una nostra analisi i dati pubblicati dal ministero dell'Interno per quanto riguarda la sicurezza. Anticipiamo solo che da 1 gennaio all'11 agosto sono arrivate in Italia via mare 45.664 persone, di cui 6.070 minori non accompagnati.

Buona lunga lettura.

Italia: voto e immigrazione. Appello dell’Asgi ai candidati

Ecco l'appello di 11 diversi punti pubblicato da Nigrizia
 

Il 25 settembre i cittadini italiani sono chiamati a votare per rinnovare il parlamento. Uno dei temi scomodi della campagna elettorale è quello delle migrazioni. Scomodo perché divisivo, perché utilizzato spesso come una clava, perché incatenato strumentalmente al problema della sicurezza, perché esige una lettura del contesto internazionale, perché non si presta ad essere affrontato a suon di slogan.

E tuttavia è necessario che i candidati al parlamento dimostrino di padroneggiare la materia. Un contributo in questa direzione lo sta fornendo l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) che presenta ai partiti in lizza e ai singoli candidati 11 punti per riformare la normativa su immigrazione, asilo e cittadinanza.

Spiega l’Asgi: «Per ogni punto proponiamo alcune sintetiche misure, concrete e non demagogiche, volte a promuovere adeguate politiche di integrazione sociale dei cittadini stranieri nel rispetto dei diritti fondamentali previsti dalle normative italiane, europee e internazionali.

A chi si candida a far parte del parlamento italiano chiediamo di impegnarsi con coraggio nella nuova legislatura per una riforma che porti l’Italia ad adeguare le norme del diritto dell’immigrazione, dell’asilo e della cittadinanza alle attuali esigenze della società.

Società che si è nel frattempo consolidata e va guidata ad affrontare nuove sfide derivanti dalle crisi internazionali e dal cambiamento climatico, rafforzandone i legami di uguaglianza e di comunità così come sanciti dai principi costituzionali e dai trattati internazionali, invece che creando divisioni sociali».

 

Questi i punti:

1) Non rinnovare l’accordo Italia Libia del 2017 che scadrà a novembre 2022

2) Introdurre effettivi canali di ingresso in Italia

3) Riformare l’amministrazione pubblica che si occupa di persone straniere

4) Garantire il rispetto del principio di non discriminazione e parità di trattamento

5) Garantire processi equi e unitari a tutte le persone straniere

6) Riformare la legge sulla cittadinanza e sul diritto di voto

7) Assicurare l’effettivo esercizio del diritto di asilo

8) Tutelare le vittime di tratta, violenza e grave sfruttamento lavorativo

9) Impegnarsi per effettive e razionali riforme del diritto dell’Unione europea

10) Attuare una profonda revisione della normativa in materia di espulsioni e chiudere i CPR

11) Modificare la disciplina penale del favoreggiamento dell’ingresso irregolare, in modo da far cessare la criminalizzazione della solidarietà ai migranti.

E questo il testo completo dell’appello alle forze politiche

La sitazione tra Grecia e Turchia

La situazione delle migrazioni tra la Grecia e la Turchia si fa sempre più calda e pericolosa. L’ultima a distanza di tempo, e speriamo rimanga tale, è stata un soccorso ad un gruppo di 38 migranti, tra cui una donna in stato di gravidanza, che si trovava bloccato su una piccola isola senza nome lungo il confine turco-greco. Le persone recuperate sono state sull'isolotto del fiume Evros da metà luglio.

La BBC ha cercato di geolocalizzare la zona precisa dov’è avvenuto il salvataggio, salvataggio che però ha visto morire una bambina di soli 5 anni.

Secondo le autorità greche le persone, che si sono dichiarate tutte come siriane, si trovavano in territorio turco e proprio dai turchi sarebbero state respinte.

Solo pochi giorni fa invece, la situazione sembrava invertita. 130 persone sono state salvate dalla guardia costiera turca che ha accusato di respingimenti i greci. In quel caso fortunatamente tutti i migranti sono stati salvati ma quel che è certo, purtroppo, è che come sempre a finire in mezzo sono sempre le persone inermi. 

Le tensioni tra i due Paesi sono innanzitutto politiche e i migranti sembrano essere per loro solo pedina di scambio d'accuse.

La criminalità tra i giovani stranieri

Da OpenPolis

Nelle ultime settimane, soprattutto in seguito agli eventi di Peschiera del Garda, il tema della criminalità minorile è diventato centrale nel dibattito pubblico. Al punto che il leader della Lega Matteo Salvini ha proposto di abbassare la punibilità all’età di 12 anni.

Si tratta di un problema che molte persone, anche esponenti politici, collegano esplicitamente alla gioventù straniera, “di seconda generazione”, e il discorso è spesso strumentalizzato per difendere posizioni anti-immigrazione e contrarie all’estensione della cittadinanza.

Matteo Salvini ad esempio cita i dati sulla criminalità dei giovani per nazionalità e li strumentalizza politicamente per contestare la proposta di introdurre lo ius scholae, avanzata da Partito democratico e Movimento 5 stelle.

L’affermazione risulta fuorviante per almeno due motivi. Viene espressa come se la cittadinanza italiana fosse in qualche modo contrapposizione con il perseguimento da parte dello stato dei reati commessi sul territorio nazionale, rendendo meno facilmente identificabili gli autori dei reati. Inoltre assume come presupposto che dalla delittuosità di 179 ragazzi e ragazze (gli stranieri attualmente detenuti negli istituti penali per minorenni) debba derivare il trattamento di oltre un milione di persone (tanti i minori stranieri in Italia).

Come funziona la giustizia minorile

La giustizia minorile in Italia è gestita da un apposito dipartimento all’interno del ministero della giustizia che si occupa della protezione giuridica e del trattamento dei giovani di età compresa tra il 14 e i 18 anni che hanno commesso reati.

 

Come evidenzia Ristretti orizzonti, l’esistenza di strutture apposite è motivata dal fatto che gli adolescenti si trovano in età evolutiva, una fase di transizione di grande complessità. Da una parte, hanno pulsioni molto forti. Dall’altra, non hanno ancora interiorizzato i valori morali e spesso non sono in grado di esercitare il completo autocontrollo. È quindi importante da una parte la responsabilizzazione del giovane o della giovane, per fare in modo che comportamenti di tipo criminale non diventino un’abitudine, ma dall’altra anche non precludere una sua normale inclusione nella società, in età adulta, evitando quindi che le conseguenze dell’azione criminale compiuta in minore età siano determinanti per il resto della vita. La giustizia minorile è quindi pensata per essere fondamentalmente correttiva e non punitiva.

In Italia sono 4 gli istituti che se ne occupano:

  • l’ufficio di servizio sociale per i minorenni, che si attiva in seguito alla denuncia e accompagna il minore per tutto il suo percorso penale;
  • il centro di prima accoglienza, una struttura che ospita i giovani fermati e arrestati per massimo 96 ore, in attesa dell’udienza di convalida;
  • l’istituto penale per i minorenni, ovvero la struttura dove hanno luogo la custodia cautelare e la pena detentiva;
  • le comunità educative, dove sono svolti servizi di supporto, in particolare in ambito socio-educativo.

A queste strutture si aggiungono anche i centri diurni polifunzionali, centri non residenziali ma dedicati ad attività diurne, di tipo ricreativo, educativo, sportivo e formativo.

L’unica struttura carceraria vera e propria sono gli istituti penali, concepiti come residuali – mentre sono generalmente favoriti i percorsi esterni.

"La maggior parte dei minori autori di reato in carico agli Ussm [uffici di servizio sociale per i minorenni, N.d.R.] è sottoposta a misure da eseguire in area penale esterna; la detenzione, infatti, assume per i minori di età carattere di residualità, per lasciare spazio a percorsi sanzionatori alternativi.


- dipartimento per la giustizia minorile e di comunità

All’ultimo aggiornamento del 15 giugno 2022, risultano essere 17.341 i giovani a carico dei servizi sociali. Mentre sono 374 (oltre la metà dei quali maggiorenni) quelli detenuti negli istituti penali (17 in tutto il paese), a fronte di una presenza media media giornaliera leggermente inferiore.

Come evidenzia il dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, la criminalità è un fenomeno prevalente tra i giovani maschi – sono appena 12 in tutto il paese le ragazze detenute (il 3,2% del totale), e un fenomeno significativo tra gli stranieri. Questi ultimi sono infatti più soggetti al disagio economico e sociale che è spesso alla radice degli atteggiamenti criminali.

Quanti sono i minori stranieri in Italia

Secondo la fondazione Ismu, al primo gennaio 2020 il 22% di tutta la popolazione di stranieri non comunitari regolarmente residenti in Italia era costituito da minorenni. Con quote particolarmente elevate tra alcune nazionalità – ad esempio quella egiziana, dove la percentuale sfiora il 34%. Tra i cittadini di nazionalità italiana invece la cifra è inferiore, attestandosi al 18,7%.

Una cifra che sale a oltre 1 milione se consideriamo anche le nazionalità europee e che, secondo Istat, arriva a 1 milione e 316mila se includiamo anche tutte le ragazze e i ragazzi con background migratorio, sia naturalizzati che non – dei quali circa il 75% è nato in Italia.

Nelle scuole italiane oltre il 10% degli studenti non ha la nazionalità italiana – anche se oltre il 65% di loro è nato nel nostro paese.

I minori stranieri a carico dei servizi sociali

Come accennato, i servizi sociali sono la struttura che si occupa dell’assistenza al minore durante il suo percorso penale. Per essere posti a carico di tale ufficio non bisogna essere stati condannati definitivamente: basta che ci sia stata una denuncia.

In totale, sono circa 17mila i ragazzi e le ragazze di età inferiore ai 25 anni a carico dei servizi sociali stando all’ultimo aggiornamento relativo al giugno 2022. Di questi, 3.867 sono di nazionalità straniera.

LEGGI TUTTO L'APPROFONDIMENTO SU OPENPOLIS

DOSSIER VIMINALE

Come ogni 15 agosto, il Ministero dell'Interno rilascia un dossier che divulga tutti i dati dell'ultimo anno per quanto riguarda sicurezza ed immigrazione. Sulla sicurezza vediamo come il totale dei reati sia in leggero aumento rispetto all'anno scorso (2.116.479 contro 1.875.038) ma comunque in numero minore rispetto al 2018-2019. Senza dilungarci troppo sull'argomento, qui di seguito c'è un'infografica che mostra l'andamento anche rispetto ai vari reati. 
Ciò che è aumentato rispetto allo scorso anno, ed è un campanello d'allarme vista l'incidenza sulla totalità delle morti, sono gli omicidi di donne. Dal 1 agosto 2021 all'11 agosto 2022 sono stati 125, ben 17 in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. 

C'è poi il tema dell'immigrazione. Nell'ultimo anno sono sbarcate in Italia 45.664 persone, di cui 6.070 minori non accompagnati. Il numero degli sbarchi è del 40,36% in più rispetto all'anno precedente. Sempre rispetto ad un anno fa vediamo come i soccorsi a seguito di eventi SAR siano aumentati, passando dal 26,4% del totale al 46,7%. Il 16% di questi poi, sono stati soccorsi da parte di organizzazioni non governative.

I 20,5% delle persone sbarcate si sono dichiarate di nazionalità tunisina, mentre il 19,3% egiziana. Anche in questo caso vi lasciamo un'infografica esplicativa, aggiungendo sono un ultimo dato: nell'ultimo anno i rimpatri sono stati 3.955, contro i 4.321 dello scorso anno.

I cittadini ucraini in accoglienza, infine, al 31 luglio 2022 erano 14.354, di cui 12.919 in centri di accoglienza.

LA CHIUSURA DI JOSOOR

Josoor è un'organizzazione non governativa registrata in Austria che da anni fornisce soccorsi di emergenza a coloro che soffrono a causa dell'attuale regime di frontiera dell'UE. L'associazione monitoria le violazioni dei diritti umani e contemporaneamente sostiene un sistema di asilo e solidarietà internazionale transfrontaliera.

Ora Josoor ha deciso di chiudere. L'annuncio è arrivato dalla stessa associazione nei suoi canali social. La motivazione è dovuta, secondo l'ONG, al deterioramento della situazione in Turchia, l'erosione dello Stato di diritto in Europa e l'escalation della guerra alla migrazione, oltre alla mancanza di fondi.
Josoor ha quindi ufficialmente e definitivamente interrotto tutte le operazioni, mantenendo l'operatività fino al 1 ottobre, giorno in cui l'associazione sarà ufficialmente sciolta.
I motivi della chiusura sono spiegati dettagliatamente in un comunicato molto longo che si può leggere a questo link.

FAMIGLIE ACCOGLIENTI SEGNALA

È online il bando per il finanziamento di progetti attuati a livello territoriale per assicurare ai soggetti destinatari adeguate condizioni di alloggio, vitto e assistenza sanitaria e, successivamente, la prosecuzione dell’assistenza e dell’integrazione sociale, nell’ambito del Programma unico di emersioneassistenza ed integrazione sociale a favore degli stranieri e dei cittadini di cui al comma 6 bis dell’art. 18 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, vittime dei reati previsti dagli articoli 600 e 601 del codice penale, o che versano nelle ipotesi di cui al comma 1 del medesimo articolo 18 (art. 1, commi 1 e 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 maggio 2016). Potete trovare a questo link tutte le informazioni necessarie
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