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Perché nessuno vuole concludere la propria vita con il rimpianto più grande...
10 aprile 2022
Ciao <<Nome*>>,

oggi vorrei parlarti di una figura più unica che rara nel panorama dell'ultimo secolo. Qualcuno che rappresenta per me un modello a cui aspirare.

Mi riferisco a Umberto Eco a cui, non a caso, al momento della sua scomparsa nel 2016, tutti i giornali del mondo hanno dedicato la prima pagina

Pensare a lui, sentirlo parlare o leggere i suoi scritti sono esperienze che hanno il potere di scatenare la curiosità. 

Ho avuto la fortuna di conoscere Eco, prima solo attraverso i suoi libri e poi anche di persona. Se dal suo lavoro traspariva l’incredibile erudizione e la meticolosa ricerca che accompagnava ogni opera, dal vivo a spiccare era il suo spirito arguto, il piacere del calembour, la straordinaria ironia e, in generale, la capacità di trasmettere la gioia della conoscenza.

Ascoltandolo si capiva che un intellettuale non necessariamente era un polveroso signore che viveva nella sua torre d’avorio, ma poteva anche essere qualcuno che studiando non solo riusciva a divertirsi ma sapeva divertire anche gli altri.

Come ha scritto Alessandro Baricco: «Insegnò che il sapere non era solo un dovere, ma anche un piacere».

È lo spirito che anima tutti i grandi divulgatori, in fondo. Ezio Mauro vede questa forza all’opera, per esempio, proprio nel suo romanzo più celebre, Il nome della rosa, forse il primo esempio di mega-seller planetario.

La scommessa, ha scritto Mauro, è quella «di non cedere alla banalizzazione del sapere» ma nello stesso tempo sta nella «capacità di costruirsi lettori, accendendo una passione, portandosela dietro fino a scoprire l’eresia estrema, una risata come movente di un delitto».

Per questo, quando si passava del tempo insieme a lui, sulla carta o con l’uomo in carne e ossa, la prima sensazione – e parlo ovviamente per me – era quella di sentirsi profondamente ignoranti. Ci si rendeva cioè conto di quanto poco si sapesse di fronte alla vastità della conoscenza che, là fuori, attende solo di essere appresa.

Ma era solo un attimo, perché subito dopo prevaleva la spinta a conoscere: il desiderio di scoprire, approfondire e capire le meraviglie di cui Eco parlava. Anche perché Eco non saliva mai in cattedra ma sapeva mettere a suo agio l’ascoltatore con il suo disarmante senso dell’umorismo.

Stava qui, almeno per me, la sua grandezza: non solo nella sua meravigliosa capacità di nutrire di conoscenze le menti di chi lo ascoltava, ma soprattutto in quella di incuriosirli al punto da spingerli a mettersi in strada da soli a cercare per conto proprio analoghe fonti di stupore.


Figuratevi come posso essermi sentito felice quando Eco non solo ha accettato di contribuire ad alcuni libri da me curati, ma addirittura ha più volte citato il mio lavoro nella Bustina di Minerva che curava su l’Espresso, in alcuni suoi libri e, addirittura, mi ha citato nell'ultima lectio magistralis che ha tenuto in occasione della laurea honoris causa conferitagli dall’Università di Torino.

Rimasi come abbagliato quando, al primo incontro con il CICAP, Eco ci accompagnò per un giro nella biblioteca della sua casa di Piazza Castello, a Milano. Si attraversava un lungo corridoio tappezzato di libri e si giungeva nel gigantesco studio, con i libri che arrivavano al soffitto, pieno di tavoli e scrivanie separati da tramezzi bianchi colmi di volumi, suddivisi per tematiche.

Ma quella di cui lui andava più orgoglioso era la stanza delle rarità. Lungo il corridoio, si apriva una porta, rigorosamente chiusa a chiave, dove erano conservati in un ambiente dalla temperatura e umidità controllate, tesori librari di inestimabile valore. Eco ci mostrò qualche rarissimo incunabolo quattrocentesco mettendosi poi a ridere.

«Vedete» disse «se collezionassi quadri del Rinascimento o porcellane cinesi potrei tenerli in soggiorno e tutti i visitatori ne rimarrebbero estasiati. Ma il bibliofilo non sa mai a chi mostrare i propri tesori: i non bibliofili vi gettano un’occhiata distratta, mentre i bibliofili o manifestano sintomi d’invidia (lo vorrebbero anche loro quel libro) o di disprezzo (pensano cioè di avere cose ben più rare o di tutt’altro genere)».

Anche per questo, forse, Eco teneva sotto chiave quei libri. Quelli se li poteva gustare solo lui. Erano altri i tesori che amava condividere con i suoi lettori, suscitando in tutti curiosità, interrogativi e delizia infinita. Erano i tesori del sapere.

Quel sapere che da sei anni ormai ci vede orfani di un cercatore sublime come Umberto Eco e che dobbiamo andarci a stanare da soli per il mondo.

Ma è uno sforzo, quello di navigare nell'enorme mare della conoscenza, che ho intrapreso anch'io con entusiasmo non da solo, ma puntando a condividere quante più cose possibile con chi  condivide le mie stesse passioni.

Come dicevo all'inizio, infatti, Eco è un modello a cui cerco sempre di ispirarmi. Mi rendo conto, ovviamente, che si tratta di un modello inarrivabile, ma sono anche convinto che nella vita sia sempre bene puntare il più in alto possibile. Non farlo, accontentarsi della mediocrità, significherebbe porsi limiti ingiustificati, capaci di spegnere ogni sogno e ambizione.

Si potrà rimanere delusi se non si raggiungeranno i propri obiettivi? Forse, ma di sicuro si raggiungeranno vette che nemmeno si sapeva di poter toccare, se non ci si fosse messi in viaggio.

Ci vorrà tanto tempo? Probabilmente tutta la vita, ma come racconto in Geniale, il più grande rimpianto che hanno le persone in fin di vita è quello di essersi trattenute, di non avere provato fino in fondo a fare ciò che sognavano.

Ed è esattamente l'opposto di ciò che desidero pensare quando arriverà quel giorno. E tu?

E adesso, diamo il via a questo nuovo Avviso!

DIARIO DI BORDO

La foto della settimana è questa:

 
Umberto Eco
Oggi la foto no può che essere dedicata a Umberto Eco, circondato dai suoi adorati libri. “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria" scriveva. "Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito… perché la lettura è un'immortalità all'indietro".
ARRIVI E PARTENZE 
 
Questa settimana, a Strane Storie abbiamo parlato di:
  • UFO dalle Pleiadi?Il caso Billy Meier. La vera e improbabile storia dello svizzero Billy Meier, autore di eccezionali foto di UFO, confidente degli extraterrestri delle Pleiadi, viaggiatore nel tempo, fondatore di una nuova religione e ultima reincarnazione di una lunga serie di profeti. Un mistero che sveleremo oggi a "Strane Storie"  GUARDA
E poi ho incontrato, in una live, il mio caro amico Luigi Garlaschelli, con cui abbiamo parlato della riedizione del nostro antico libro scritto a quattro mani, I segreti dei fachiri. RIVEDI la live.
TERRA IN VISTA

Oggi condivido con te questi spunti per approfondire:
  1. L’effetto Dunning Kruger: vero o artefatto? L’effetto DK è quello per cui una persona ignorante di qualcosa soffre due volte: non sa e non sa nemmeno di non sapere (ma di solito si sente in diritto di dare lezioni agli esperti...) È uno degli studi di psicologia più spesso citati (anche a sproposito), ma contestato di recente perché sospettato di essere dovuto a un artefatto statistico. Tuttavia, come rileva Stuart Vyse, forse le critiche non sono del tutto giustificate… LEGGI
  2. Curiosità da circo… all’asta. Se vi appassiona l’epoca del circo dei suoi albori, letteralmente quello di P.T. Barnum, e del sideshow, e vi va di fare un “investimento”, vanno all’asta una serie di fotografie d’epoca davvero toccanti… GUARDA
  3. Un racconto autentico e romantico. “Sebbene spesso la scienza o il metodo scientifico possano sembrare asettici e impersonali, la vivacità con cui l’autore ritorna ai ricordi di quel periodo e l’affetto con cui viene disegnata l’immagine del maestro rendono il racconto intimamente autentico e romantico”. Un’altra bella recensione di Geniale è quella uscita in settimana su TimeStars. LEGGI
  4. Ma quello… è Prince? L’emozione di scoprire qualcosa che nemmeno si immaginava esistere è sempre  straordinaria, qualunque sia l'ambito. E spesso è qualcosa che capita in maniera serendipica (a proposito di serendipità, ti segnalo il libro che Telmo Pievani ha scritto sul tema). Come in questo caso, in cui restaurando un filmato del 1970 su uno sciopero a Minneapolis, l’operatore ha riconosciuto un bambino dall’aria molto familiare... Era Prince! LEGGI
  5. Scuole, studenti e insegnanti: arriva il CICAP Fest EDU. Dal 26 al 29 aprile, il CICAP Fest presenta una serie di incontri in streaming rivolti sia agli studenti che agli insegnanti. Tutte le classi e gli insegnanti potranno iscriversi agli incontri prescelti e collegarsi gratuitamente per seguirli in streaming. Scopri il programma degli appuntamenti e iscriviti o fai iscrivere la tua classe o quella dei tuoi figli: GUARDA
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Grazie per avermi letto anche oggi! Ti ricordo che il prossimo appuntamento dal vivo sarà a Torino, il 27 aprile, alle 18.00, a Villa Amoretti, per presentare Geniale: se sei in zona, mi raccomando, passa a salutarmi. Ci tengo!

A presto,
msm

P.S. Mentre scrivo ascolto Against the Wind di Bob Seger (perché a volte ci si sente anche così).


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LA STANZA DELLE MERAVIGLIE si è conclusa la seconda stagione, tornerà presto.

IL CASO KENNEDY il sesto episodio è in preparazione.

UNO STUDIO IN NERO la nuova stagione della mia serie sui fatti criminali ancora pieni di misteri tornerà in estate.



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