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Prima di iniziare: martedì 2 ottobre alle 12:00 ripartono le dirette con Enrica, non più su Facebook ma su YouTube. Per restare aggiornati iscrivetevi al canale e impostate il promemoria per la diretta di martedì prossimo.
Torino, 28/09/2018

1.


Sai come funziona che mi metto a scrivere la newsletter del venerdì? Così.

Da un lato ho un plico di fogli di recupero, pennarelli neri: Paper Mate Flair M, i miei preferiti. Scoperti quando lavoravo in casa editrice, ubiqui nelle redazioni per il lavoro sui testi, per me davvero perfetti: non sbavano, non macchiano, durano, hanno un bel tratto leggero, scorrevole, elegante. Altrimenti gli Sharpie Ultra Fine: però macchiano di più e puzzano un po'.

In testa ho le cuffie: le mie preferite sono le Sony MDR-7506, grandi, comode. Enrica ci monta i video, io le rubo appena posso. Prima dell'estate ho preso «Language of the Spirit: An Introduction to Classical Music». Lo leggo sul telefono un pezzetto per volta, quando mi viene voglia. Mentre leggo ascolto: adesso ad esempio con disprezzo del ridicolo le sonate per pianoforte n° 8 e n° 13 di Beethoven: la «Patetica», la «Sonata al chiaro di luna».

Dentro la testa di solito ho un'idea lì da mesi, settimane a ciondolare. Butto giù qualche frase – a pennarello, sui fogli di recupero – cancello, riscrivo, lavoro per fermarmi intorno a un concetto chiave, cerco un titolo. È una cosa del genere: come si passa dallo stato gassoso a quello solido? Questa volta mi ha aiutato ricordarmi di un articolo che avevo letto anni fa e poi salvato nel mio archivio su Pinboard. È un articolo di cinque anni fa, l'ha scritto Jake Lodwick. Chi è Jake Lodwick? Che ne so, infatti l'ho dovuto cercare stamattina, non ne avevo idea. È uno che ha la mia età e che nel 2004, a novembre, mentre io faticavo a finire la mia triennale in lingue straniere, ha fondato Vimeo [1]. Poi due anni dopo Vimeo l'ha venduto alla IAC [2]: una grossa società che possiede – tra le molte altre cose – Tinder.

Sto menando il can per l'aia? Un po', andiamo al punto. In questo articolo Lodwick parla proprio di quando ha venduto Vimeo alla IAC, e dice: «è stata la peggior decisione lavorativa della mia vita», ma soprattutto dice – traduzione mia, originale in nota:

Mentre prima eravamo liberi di lavorare su qualsiasi cosa ci sembrasse interessante ora ci troviamo a fare i manager di medio livello, i nostri ruoli sono solo vagamente definiti e passiamo tutto il nostro tempo partecipando a riunioni inutili in cui vecchi incompetenti che non capiscono il web contestano le nostre intuizioni e banalizzano le nostre ambizioni [3].

Pensavo esattamente a questo passaggio l'altro giorno mentre con Enrica parlavamo di cosa sarebbe successo a Instagram e a chi lo usa ora che i due fondatori se ne sono andati e che Instagram è in mano allo stesso tizio che ha trasformato Facebook nel canale di televendite più diffuso e odiato al mondo.

Non che pensassi davvero ai fondatori di Instagram: chi se ne frega. Invece pensavo a chi sistematicamente vende – appalta? No, proprio vende – la sua comunicazione online ai social media più in voga. E invece di godere della libertà di lavorare su qualsiasi cosa gli sembri interessante passa il tempo in interminabili riunioni – interiori? Coi consulenti? – in cui cercare di capire come fare a compiacere le richieste dei suoi nuovi datori di lavoro – i social media più in voga, appunto. E mi dica un po', dei video verticali cosa ne pensa?

Io ❤️ i social media, fanno parte del mio lavoro, mi hanno portato un sacco di cose buone, ci passo molto tempo. Ultimamente mi piace molto Twitter. Lo conosci? Ho dato una ripulita al feed e ora lo trovo proprio piacevolissimo, almeno per i miei gusti. Quindi dicevo: i social media mi piacciono, ma voglio poterli usare per il mio lavoro senza dipendere da loro: non voglio averne bisogno. Usarli al meglio quando è interessante, utile, divertente, conveniente. Disfarmene e poterli ignorare senza danno quando iniziano ad avere troppe pretese. Se dico «una specie di toy boy» ci capiamo

Non mi posso permettere di non poter più fare il mio lavoro perché Zuckerberg diventa troppo bravo a fare il suo.
Guido è la mia libreria di risorse per imparare il marketing online al tuo ritmo.
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