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Questa settimana. Abbiamo lanciato i nuovi workshop in classe per gli abbonati di Guido, che ora si può anche regalare: il primo è il 25 maggio, restano tre posti, lavoriamo sul target e mettersi nei suoi panni. Il rispetto non costa niente, scomparire è il mio obiettivo di business, le rovine della grande metropoli di Ani, la città delle mille e una chiese. Se non condividi quello che sai poi non ti lamentare, sei anni da partita IVA e due consigli, Philip Glass non hai mai pensato davvero di vivere della sua musica. Quando le azioni non danno risultati raccogli informazioni. Quando le informazioni non danno risultati, dormi.

In diretta. Ogni mercoledì mattina alle 8:45 sono in diretta su Instagram. Se ti va ci vediamo lì. Invece martedì prossimo alle 12 siamo in diretta sulla pagina Facebook di Enrica a parlare di GDPR. Eh? Appunto.
Torino, 11/05/2018
1.

Enrica e io abbiamo girato intorno all'idea di aggiungere all'offerta di Guido la formazione in classe per un bel po' di tempo. Ne abbiamo parlato per la prima volta lo scorso novembre. A spingere ero io, e volevo che fossero workshop extra a pagamento. Avevo soprattutto paura che Guido da solo non ce la facesse a sostenerci economicamente, e la formazione in classe da questo punto di vista per noi ha sempre funzionato molto bene. Un po' di soldi in più in tasca per mettere a tacere l'ansia.

Enrica invece non era molto convinta. Abbiamo provato a buttare giù qualche idea ma niente che stesse davvero in piedi. Allora abbiamo deciso di lasciar perdere: che per un po' avremmo venduto Guido così com'era e basta, senza aggiungere altro, e saremmo stati a vedere cosa succedeva.

2.

Negli ultimi mesi abbiamo cambiato molto il modo in cui decidiamo quali Raccolte far uscire su Guido e quando. All'inizio e per un po' di tempo è stato tutto molto programmato: un calendario annuale, gli argomenti scelti un po' per esperienza, un po' pensando alle esigenze del target, un po' in base alle cose-che-devono-esserci-per-forza. Almeno in parte dovevamo fare così per forza: registravamo in sala pose, non eravamo indipendenti e non potevamo essere particolarmente veloci.

Ora invece abbiamo quasi completamente accantonato la programmazione annuale. Cerchiamo di prestare molta attenzione al contesto e alle conversazioni che abbiamo con chi ci segue online e chi si è abbonato a Guido e di rispondere il più rapidamente possibile alle loro esigenze: nel momento in cui le esprimono e nei termini in cui le esprimono.

Abbiamo un set quasi sempre montato in ufficio, e anche se a SpazioFigo abbiamo una sala pose non la usiamo quasi mai. Quando viene fuori un argomento che secondo noi merita di essere trattato in una Raccolta scriviamo gli script, sistemiamo luci e fotocamera e la giriamo direttamente dalle nostre scrivanie, in un paio di giorni al massimo.

Lavorare in questo modo ci aiuta a rendere Guido lo strumento di formazione che vogliamo che sia: una risposta sintetica e precisa a domande reali, non insormontabile o inaffrontabile, non astratta né teorica, che non lascia scoraggiati ancora prima di iniziare. Ad esempio: vuoi saperne di più sulla questione della pubblicità su Facebook? Ok, ma su Guido non c'è una raccolta che parla di Facebook Advertising in generale. Sarebbe inutile e scoraggiante, un tema troppo ampio, difficile da produrre, da aggiornare e da seguire. Invece ce n'è una che spiega le cose essenziali da sapere sul pixel di Facebook e una che si chiama: «Nessuno vede i miei post su Facebook». È così perché queste sono le cose che le persone ci hanno chiesto e queste sono le parole che hanno usato per chiedercelo.

3.

Prestare attenzione al contesto, alle converazioni, alle esigenze e ai bisogni è tanto utile quanto difficile. Col tempo ci siamo accorti che un po' è una questione di abitudine e allenamento, un po' di tecniche che si possono imparare e insegnare – ne parliamo al workshop, tra l'altro.

Ad esempio: qalche settimana fa ho scaricato l'archivio di tutte le domande arrivate a Guido Risponde negli ultimi due anni, le ho messe su un foglio di lavoro di Google Drive e ho iniziato a leggerle alla ricerca di pattern, argomenti ricorrenti, temi salienti. È venuto fuori che in due anni abbiamo risposto a decine di domande sul target, e che tutte queste domande si tenevano insieme così: non riesco a immedesimarmi, faccio fatica a mettermi nei suoi panni.

C'è una scena in The Newsroom in cui Jane Fonda racconta una storia su Gesù e Mosè. Vanno a giocare a golf e Gesù mette la palla in buca con miracoli e effetti speciali, poi si gira e guarda Mosè compiaciuto. Allora Mosè gli chiede: vuoi giocare a golf o cazzeggiare? Noi non siamo qui per cazzeggiare, ma per aiutare chi si abbona a Guido a fare sul serio e a fare bene. Fare di tutto per capire e risolvere i problemi dei nostri abbonati nella maniera più efficace possibile – per loro, non per noi – è il cuore del nostro lavoro.

Allora sono andato da Enrica e le ho detto: il problema più grosso dei nostri abbonati è imparare a mettersi nei panni del loro target. Ci abbiamo già fatto due raccolte sopra: una in cui spieghiamo il metodo, una con esercizi svolti e risposte alle domande più frequenti. Se comunque resta un ostacolo per aiutarli a superarlo dobbiamo metterci in una stanza con loro e lavorarci insieme per qualche ora. Ci sono nodi che si sciolgono solo di persona.

4.

Quando si accorge che la paura – di non farcela, di fallire, di non essere forte a sufficienza – sta iniziando a pensare al posto mio Enrica mi dice: no, dobbiamo lavorare per il lungo periodo, dobbiamo sempre lavorare per il lungo periodo. Che significa tenere a mente l'obiettivo: il motivo per cui siamo qui a fare quello che facciamo.

In questo caso per noi lavorare per il lungo periodo significa decidere di rinunciare a un po' di soldi extra subito per costruire il prodotto che abbiamo in mente. Una sola cosa da comprare, dentro risorse diverse a seconda delle esigenze. Aggiungere formazione in classe a pagamento avrebbe placato l'ansia, compromesso due anni di lavoro, fatto vincere la paura.

Lavorare per il lungo periodo significa pensare alla formazione in classe in modo diverso: non come un modo extra per monetizzare, ma come uno strumento in più da mettere a disposizione dei nostri abbonati che sentono di aver bisogno di passare una giornata lavorando con noi per risolvere un problema specifico, perché con i video e basta non ce la fanno.

Dico passare una giornata lavorando con noi perché esattamente di questo si tratta. Workshop non è un modo diverso di chiamare un corso in classe in cui due persone parlano e le altre ascoltano. Quello che abbiamo in mente è l'antitesi del glamour: otto persone che lavorano, noi due lì a guidare, indirizzare, fare domande, sciogliere dubbi.
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