Quale ruolo per l'Europa?

Il conferimento del premio Nobel per la Pace all'Unione Europea ci offre l'occasione per riflettere sul ruolo svolto dai popoli e dai governi di questo continente per la costruzione della pace. E lo facciamo a partire dai due testi lapiriani che vi proponiamo qui a seguire a fianco. Se da un lato colpisce la chiara visione che La Pira aveva delle conseguenze che il processo di distensione avrebbe avuto sul futuro europeo, dall'altra non possiamo che constatare che ancora lungo è il cammino da percorrere per legittimare pienamente il prestigioso premio. Si tratta di superare completamente la logica di potenza: cioè la logica dell'esportazione della democrazia e della pace mediante i bombardamenti, ma anche quella basata sul commercio delle armi e sulla tutela delle sfere di influenza; e si tratta anche - e forse è questa la premessa - di abbandonare la violenza "bene educata" delle aggressioni dei mercati, la logica del profitto di pochi in favore di una ben più lungimirante logica della ordinata crescita di molti. Parafrasando Clausewitz, possiamo dire che la pace è cosa troppo seria per lasciarla fare solo alle istituzioni e alle cancellerie, come l'economia è cosa troppo seria per lasciarla fare solo alle banche e alle agenzie di rating. 
 

Info e attività recenti o in corso

Segnaliamo occasioni e convegni recenti inerenti la figura di La Pira, tratti dalla sezione "notizie recenti" del sito. Ecco alcuni spunti di rilievo:
 

- 22 Novembre 2012: nella diocesi di Civita Castellana, (Parrocchia S. Giuseppe Operaio), per il ciclo di incontri intitolato “Sulle orme di…”, percorsi di santità laicale alla scoperta di alcuni testimoni della fede, il Vescovo Mons. Romano Rossi, presenterà la relazione “On. Giorgio La Pira: un profeta in politica”.

- 9 Novembre 2012: il Comune di Scandicci organizza un evento sulla figura di Giorgio La Pira, dal titolo: "Giornata costituzionale", Giorgio La Pira, Scandicci e i diritti sociali della Costituzione.
 
- 5 Novembre 2012: Santa Messa in occasione del 35° anniversario della morte del Professor Giorgio La Pira, nella Basilica di San Marco in Firenze. Nel riquadro in basso a destra il riferimento al 50° anniversario del Concilio Vaticano II.

- 1 Novembre 2012: la sala consiliare del municipio di San Giovanni del Dosso viene dedicata a Giorgio La Pira, «per la vita votata alla pace e alla fratellanza che seppe coniugare gli deali di cattolicesimo con il valore di realizzazioni tangibili», dall’amministrazione comunale Zibordi, con una delibera del 17 agosto, a chiusura di un dibattito in merito iniziato con una mozione del 2009. Interverrà il Professor Mario Primicerio, presidente della Fondazione La Pira. Clicca qui per visionare il programma della giornata.

- 31 Ottobre 2012: 
presentazione da parte di Mons. Bellandi del libro "Preghiera e vita" alla libreria "La Cometa" di Scandicci, alle ore 18,30, nell'ambito dell'evento "La Pira e Scandicci".
 
- 29 Ottobre 2012: il presidente della Fondazione La Pira, Mario Primicerio, si recherà a Bassano del Grappa (VI), invitato a tenere relazione su "Il valore del dialogo tra Occidente e Oriente: Giorgio La Pira".


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Articoli e pubblicazioni recenti

- Archivio G. La Pira, lettere, appunti, discorsi, a cura di Beatrice Armandi e Samuela Cupello; I Libri della Badia 18, Fondazione G. La Pira - Firenze, Polistampa 2012 

Preghiera e Vita, la direzione spirituale come dimensione di amicizia nel carteggio La Pira-Ramusani - Firenze, Polistampa 2011

Nel solco di La Pira, Vittorio Peri e don Carlo Zaccaro - Firenze, Polistampa, 2011


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"Cos'è l'Europa": 
la visione di La Pira

La via della pace è costituita da quello che noi abbiamo chiamato il "sentiero di Isaia", ossia la via del disarmo iniziata a Mosca il 5 agosto 1963 col trattato nucleare ("il punto di Archimede", disse Kennedy, capace di sollevare il pianeta verso la pace definitiva!): quel cammino deve essere proseguito! Deve essere il cammino nel quale sono avviate tutte le nazioni: un disarmo che si realizza in modo crescente, tanto verticalmente che orizzontalmente. Tanto, cioè, in rapporto alle esplosioni e all'esistenza medesima delle bombe atomiche, quanto in rapporto alla geografia sempre più estesa del disarmo, ossia in rapporto all’ordinata crescita, all'ordinato ampliamento delle zone denuclearizzate: "isole di pace" che diverranno gradualmente interi continenti sino ad estendersi a tutto il pianeta! Europa gradualmente denuclearizzata? Diventata, gradualmente, ordinatamente, una grande "isola di pace"? Il "continente della pace"? E' questo un sogno, una fantasia, un'ingenuità politica? O non è, invece, all'opposto, la sola realtà valida, il destino vero, la grandezza autentica biblica, cristiana, civile, del nostro continente? La geografia della grazia e della civiltà, la geografia delle cattedrali, che caratterizza in modo tanto marcato lo spazio europeo (e, perciò, mediterraneo: si pensi a Gerusalemme!) non potrebbe coincidere con la geografia del disarmo e della pace? Si sa, la tesi è ardita: ma quale tesi storica non è, strutturalmente, un rischio ed una sfida? Si vis pacem para pacem!  (Dal discorso alla Tavola Rotonda Est-Ovest - Belgrado 1965)
 
L'Europa, tutta l'Europa, dall'Atlantico agli Urali, diventa la leva di Archimede destinata a sollevare verso il monte dell’unità e della giustizia il mondo intero. Ritorno all'Europa? Sì, in un certo senso, in quanto si tratta di un servizio di liberazione, di giustizia, di pace per i popoli di tutti i continenti! Da qui il superamento dei blocchi e il disarmo si estenderanno a tutti i continenti; da qui l’onda del negoziato e della pace investirà i popoli di tutta la terra! Qui troveranno il loro pernio, il loro punto di convergenza e di unità gli equilibri nuovi, storici, politici, culturali, scientifici e spirituali, del mondo!   (Dal discorso al Congresso della Federazione Mondiale delle Città Unite -  Sofia 1972)
 

Associazioni, circoli e gruppi nel nome di Giorgio La Pira 

Abbiamo iniziato nello scorso numero a riportare in questo spazio notizie riguardanti associazioni, gruppi e circoli sparsi per l'Italia che agiscono "nel nome di Giorgio La Pira". Esortiamo perciò gli amici interessati a "presentarsi" e
d inviarci informazioni in merito, al fine di entrare ancora più visivamente in rete.

In questo numero ci soffermiamo sul 
Centro culturale "Giorgio La Pira" di Motta di Livenza (Treviso). 
Questo centro è composto, come si legge sul suo portale, da "un gruppo di persone della Parrocchia di San Nicola Vescovo di Motta di Livenza, che sentono vivo l’interesse per le tematiche sociali della giustizia, della pace, del bene comune e, a fronte delle nuove sfide che la globalizzazione propone, si prefiggono di stimolare al confronto e alla crescita culturale alla luce della dottrina sociale della Chiesa. A tale scopo hanno ritenuto significativo ispirarsi alla profetica figura del Servo di Dio Giorgio La Pira"


Lo "storico" e le informazioni sono visionabili cliccando sul Blog online, mentre l'indirizzo email è ccg.lapira(chiocciola)libero.it 

 
 

Ricorda il 5 Novembre: a Firenze celebrazione del 35° anniversario della morte, a 50 anni dal Concilio

Il prossimo Lunedì 5 Novembre, nella Basilica di San Marco alle ore 18, la ricorrenza del 35° anniversario della morte del Professore Giorgio La Pira assumerà un'ulteriore significativa connotazione, legata al 50° anniversario dell'inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II, avvenimento che fu accolto da La Pira con particolare entusiasmo, attenzione e partecipazione. Più volte, fin dall’annunzio fatto da Papa Giovanni XXIII°, La Pira, attraverso i suoi scritti e i suoi interventi, sottolineò l’importanza del Concilio non solo per la Chiesa ma per il mondo intero. Le iniziative prese in quella occasione da La Pira Sindaco sono ricordate tuttora come un contributo essenziale alla comprensione dell'evento, da lui definito epocale. 
“Giorgio La Pira convocò più volte a dialogo esponenti di diversi mondi religiosi. Con quelle iniziative egli precorreva quanto il Concilio Ecumenico Vaticano II avrebbe poi formulato nella Dichiarazione Nostra aetate sulle relazioni tra la Chiesa e le religioni non cristiane”,
affermò Giovanni Paolo II nel messaggio inviato in occasione dell’incontro internazionale di preghiera “Terre e cieli di pace”, promosso a Firenze dalla Comunità di Sant’Egidio il 22 ottobre 1995. L
o stesso La Pira volle rendere partecipe e consapevole la città di Firenze in merito all’importanza che il Concilio rivestiva non solo per la Chiesa cattolica ma per il mondo intero: "ecco come Firenze vede il Concilio Vaticano II: come un gigantesco evento destinato ad agire profondamente sulla storia presente e futura non solo della Chiesa e della Cristianità, ma altresì su quella di tutti i popoli della terra. 'Porta di ingresso' dell’epoca nuova; 'faro' destinato a segnare i punti cardinali che orientano la navigazione storica dell'intera famiglia dei popoli". Ecco il discorso completo del 1962...