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Chiara Gribaudo newsletter
Buona Pasqua
Care, cari,
vi scrivo oggi a un mese ormai dall’inizio della mia quarantena, un mese in cui il mondo che conoscevamo è stato stravolto dal coronavirus, una quarantena che ormai ci avvolge tutti.
Parto dal raccontarvi qualcosa di me: ancora non sono ufficialmente guarita, ma sono in attesa dei risultati del tampone di controllo. Ne approfitto per ringraziare ciascuno per la vicinanza sentita che mi ha aiutato molto. Certo per me è stata lunga ma sopportabile e anzi so di essere stata molto fortunata, non posso e non voglio nascondere la paura che ho provato soprattutto per i miei familiari più fragili.
Al momento per me sembra tutto passato ma sappiamo che dobbiamo continuare tutti ad essere molto prudenti. Per questo vorrei ringraziare le persone che in questo periodo sono state vicine, ma non riesco a non pensare ai tanti che in questo momento soffrono e ai troppi che han perso i propri cari, a cui voglio rivolgere tutta la mia vicinanza. È davvero difficile pensare di non poter stare vicino ai nostri cari in un momento di dolore e fatica.
Grazie dunque a chi in prima linea, in tutta Italia, sta combattendo per salvare il maggior numero possibile di vite umane. In primis medici, infermieri, oss, che stanno vicino ai nostri cari e lavorano con dedizione e abnegazione. Questi grazie poi, andranno trasformati in atti concreti, scelte coraggiose e lungimiranti, come quelle che si dovranno prendere nella fase due. Bisognerà darsi da fare tutti, ad ogni livello perché da questa pandemia e questa crisi dobbiamo, e ribadisco dobbiamo uscirne con rinnovato vigore nel ripensare modelli sociali di welfare e di scelte politiche ed economiche. Su questo ho anche scritto negli scorsi giorni una riflessione sul quotidiano Avvenire [leggi].
Nelle ultime settimane, ho comunque continuato a lavorare a distanza con i miei colleghi parlamentari per raccogliere i bisogni del mondo del lavoro e intervenire sui decreti del governo. Seguo con apprensione i dati quotidiani sull’epidemia, in particolare quelli del Piemonte che continuano a registrare un preoccupante numero di contagi e di decessi. Ho potuto raccogliere molte testimonianze diffuse e come molti, a partire dall’Ordine dei medici ad altre sigle, credo che sia giusto anche iniziare a dire che ci sono troppe cose che non hanno funzionato in Regione. Basta partire dai dati, oggettivi e mai di parte. Mi auguro che si cambi presto passo nelle misure per limitare e verificare l’andamento del contagio, a partire dal numero di tamponi giornalieri.

C’è purtroppo anche un fronte economico che non possiamo trascurare.
Voglio ringraziare oltre a chi lavora in strutture ospedaliere, Asl e case di riposo, anche le forze dell’ordine e i lavoratori delle filiere essenziali: la produzione e distribuzione alimentare, coloro che stanno nei servizi come poste e banche, a voi va il nostro grazie. Un pensiero ed un’azione concreta l’ho voluta svolgere a sostegno di quelle lavoratrici e lavoratori che come i riders, i lavoratori delle piattaforme, ed i tanti addetti della distribuzione che non solo garantiscono i prodotti in questo isolamento necessario ma devono farlo in sicurezza: su questo ho depositato anche un’interrogazione parlamentare [leggi]. La sicurezza sui luoghi di lavoro era già un argomento molto delicato ed importante prima del covid: oggi non è più rinviabile!
Anche questo tema andrà ripensato completamente ma per ora concedetemi solo più una riflessione, prima di salutarvi e tornare a scrivervi nei prossimi giorni: l’Europa. Credo che finalmente si inizi a capire la complessità della pandemia e negli ultimi giorni sono stati determinati strumenti finanziari europei per un valore di 540 miliardi di euro. Ma ogni egoismo, oggi, è più inaccettabile che mai, perché ce la faremo solo se faremo gioco di squadra, come umanità. La stragrande maggioranza delle persone lo ha capito, rispetta le regole, riduce i rischi, collabora alla gestione dell’emergenza. Abbiamo bisogno che questo accada a tutti i livelli.

Per quanto possibile, auguro a tutti voi di passare una buona Pasqua.
Le nostre tavole saranno più corte, gli auguri ce li scambieremo per telefono.
Ma vi auguro, in questo tempo sospeso, di avere qualche momento di pace.

Chiara
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