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Chiara Gribaudo newsletter n.0
Mentre stavo preparando questa newsletter, è arrivata la notizia del ritiro dei ministri del  Popolo delle Libertà dal Governo. Una decisione gravissima, proprio alla luce delle molte urgenze del Paese: innanzitutto il rinvio dell’aumento dell’IVA, che scattando colpirà specie i più deboli e chi dà loro un aiuto (le cooperative sociali di cui parlo); l’abolizione IMU che, così com’è, è ingiusta e ci porta già a sforare il tetto del 3% deficit/Pil; poi la politica industriale, strumento fondamentale proprio per difendere il lavoro, come dimostrato nel caso Riva: Telecom, Alitalia, Finmeccanica e aziende collegate, in questo, sono solo alcuni dei casi più urgenti; poi ancora il rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga; infine, ma l’elenco potrebbe continuare, l’approvazione della Legge di Stabilità e della Legge Elettorale. 
 
La compresenza con il Pdl è stata da subito molto difficile, seppur inevitabile a causa del risultato elettorale e della chiusura dei cinque stelle. Una scelta dura da parte nostra, ma motivata dalla necessità di rispondere a quella parte del paese - quella più debole, ancor più dopo cinque anni di Crisi - che non poteva più aspettare. Appare ora evidente quanto siamo stati soli, come già capitato nel governo Monti, nel caricarci con responsabilità e sacrificio le sorti del Paese. Attendiamo il che il Pdl renda conto in Parlamento, davanti agli italiani. 
 
Bene ha fatto Enrico Letta ad annunciare, nell’incontro con Napolitano, la richiesta di fiducia alle Camere. L’augurio è, ovviamente, che non vengano vanificati i sacrifici fatti in questi mesi dalla parte più debole del Paese, proprio nel momento in cui avrebbe più bisogno di vedere redistribuiti i primi benefici. Nel caso in cui la fiducia non arrivasse, però, si dovrà varare la Legge di Stabilità e cambiare d’urgenza la legge elettorale con chi ci sta, per poi andare al voto. Da un lato, non possiamo più permettere a Berlusconi di riorganizzare una campagna elettorale “d’opposizione” rispetto al Governo di cui ha fatto parte. Dall’altro lato, nessuno dovrà più disporre del Porcellum, per fini di partito (o di Movimento), togliendo ai cittadini la possibilità di scegliere: nemmeno Beppe Grillo, che lo ha recentemente rivalutato per la sua necessità di riaffermare il controllo sui 5stelle, dimostratisi fragili alla prova del Parlamento.
 
Per discutere questo, abbiamo chiesto che sabato 5 ottobre sia indetta una giornata di mobilitazione di tutto il PD in Piemonte: una mobilitazione politica in tutti i circoli della regione, per discutere con il nostro popolo la nuova fase politica.
 
In preparazione di quel che verrà, ho nel frattempo deciso di raccogliere le sollecitazioni di molti in questi mesi e non rinunciare ad inviare questa newsletter. Un modo in più per rimanere in contatto, da qui in poi, a maggior ragione visti i difficili momenti che ci aspettano. Un modo per informare anche oltre i canali della stampa tradizionale e per avere, così, uno scambio più diretto, che possa arricchire il nostro dibattito e la nostra azione politica.
Una newsletter “numero zero”, a significare come questo spazio si costruirà, da ora, grazie al contributo di tutti: per questo non esitate a mandarmi consigli, segnalazioni, osservazioni, critiche costruttive e ogni contributo crediate utile.
 
Vi ringrazio!
Chiara
 

RIVA ACCIAIO
Lunedì riapriranno gli stabilimenti della Riva Acciaio, tra cui quello di Lesegno. 
Questo importante risultato nasce nel lavoro intensissimo delle ultime settimane: un lavoro che ci ha visti impegnati, fuori e dentro il Parlamento, con Governo e parti sociali nella ricerca di una soluzione immediata. La soluzione della vicenda si è concretizzata questo venerdì nella riunione tra il Ministro Zanonato, la proprietà, il custode giudiziario e i rappresentanti delle banche. L’accordo prevede che, a fronte dello sblocco delle linee di credito e all’assicurazione che i nuovi profitti non saranno sottoposti a sequestro, le risorse siano immediatamente messe a disposizione per il pagamento degli stipendi e dei fornitori. 
Voglio esprimere tutta la mia commozione e vicinanza ai 256 lavoratori di Lesegno e ai molti altri nell’indotto, che erano la nostra prima preoccupazione e per i quali sembra finire un incubo. Questa esperienza ci conferma però, per il futuro, quanto il nostro Paese abbia bisogno urgente di quella politica industriale che manca da dieci anni e senza la quale non si difende davvero il lavoro. Di fronte ai molti altri problemi che rimangono aperti nell'Italia nella Crisi, in attesa anche loro di soluzioni urgenti come quella che abbiamo ottenuto per la Riva, appare ancora più grave lo stop all'attività del Governo, causato dall'irresponsabilità di un Pdl disposto a giocare i destini del Paese (e di chi è più in difficoltà) per difendere gli interessi particolari del capo. 

RIPARTE LA BATTAGLIA PER L'EQUO COMPENSO
In Commissione Lavoro prosegue l’iter di Risoluzione per l’Equo compenso, di cui sono prima firmataria. Al giorno d’oggi, un lavoratore autonomo è spesso pagato, per svolgere lo stesso lavoro, molto meno di uno subordinato. Un modo ingiusto con cui risparmiare sul costo del lavoro.
Parliamo di oltre tre milioni di persone, in buona parte giovani con redditi tra 9 e 11mila euro annui. Con la nostra iniziativa, chiediamo ci sia invece eguale compenso tra lavoratore autonomo e subordinato, a parità di lavoro svolto.
La battaglia, riguarda anche le protezioni sociali e le regole contrattuali di una fetta di popolazione - quella delle nuove professioni - spesso dimenticata.  [leggi]

NO ALL'AUMENTO DELL'IVA PER LE COOPERATIVE SOCIALI


Lo scorso 19 settembre ho partecipato all’iniziativa “Rigenerare l’Italia”, organizzata alla Camera dall’Alleanza delle Cooperative Sociali Italiane. Durante l’incontro ci siamo detti insieme contrari all’aumento dell’IVA, specie per le cooperative sociali (per cui passerebbe in un colpo dal 4% al 10%). Le conseguenze sarebbero gravi: 42.800 persone potrebbero perdere il lavoro, a fronte di un buco per le casse dello Stato di 645 milioni e una perdita di servizi per oltre 4 milioni di persone in stato di bisogno. Nel momento in cui scrivo, l’attività del Governo Letta (tra cui il rinvio generale dell’IVA) è sospesa in attesa dei chiarimenti di fronte ai ricatti del Pdl. La priorità che dobbiamo tenere ferma, in questo momento difficile, è quella di non permettere che a pagare siano sempre i più deboli: dobbiamo superare questa impasse e fare sì che la legge di Stabilità o un altro provvedimento collegato scongiuri questo aumento.  [leggi]
 
Intervento su situazione del gruppo Riva, 19 settembre [guarda il video]

Intervento contro scritte neonaziste su sedi ANPI e PD, 29 luglio  [guarda il video]

Intervento su disoccupazione e Youth Guarantee, 17 giugno  [guarda il video]

MARLENE KUNTZ 
- NELLA TUA LUCE

TAIYE SELASi 
- LA BELLEZZA DELLE COSE FRAGILI
KYENGE A SALUZZO, PER LA BUONA INTEGRAZIONE


Lo scorso 7 settembre, il ministro Kyenge ha partecipato a Saluzzo al tavolo con amministratori e rappresentanti del territorio sul problema dei migranti e del lavoro stagionale. Un bilancio positivo, sia sul piano operativo che per il suo valore simbolico.Il Ministro ha preso l’impegno di invertire decisamente la rotta rispetto al passato: il caso di Saluzzo sarà da subito parte integrante di un coordinamento ministeriale, che opererà finalmente all’interno di un’unica Strategia nazionale. Con questo nuovo strumento, da una parte potranno essere meglio reperite e più efficacemente indirizzate le risorse; dall’altra, ciascun attore istituzionale avrà una responsabilità chiara, di cui dovrà rispondere davanti al Governo e ai cittadini.  [leggi]

L'IMPEGNO PER METROGRANDA


“Metrogranda” è un’idea semplice, concreta ma rivoluzionaria con cui il nostro territorio può ripensarsi oltre la Crisi e nella globalizzazione. Il progetto è di tre giovani architetti cuneesi: Andrea Delpiano, Marco Barbieri e Mattia Giusiano. Anzichè tagliare i “rami secchi” del trasporto pubblico locale, immagina di ripristinare l’anello (completamente esistente) di ferrovie che già unisce le “sette sorelle”.
Una “area metropolitana diffusa” che, rendendo più facili, efficienti ed economici gli spostamenti, costruisca un’entità capace di dialogare con quelle vicine (l’area metropolitana torinese, il progetto di “retro-porto” di Savona, il Tenda-bis verso la Francia), creando al suo interno inedite possibilità di sviluppo e benessere. 
In questi anni il progetto è stato più volte presentato, in varie sedi, ma ancora mai portato avanti in maniera organica. Intendo iniziare da subito un confronto con tutti i soggetti territoriali per ragionare insieme la possibilità di concretizzare questa sfida.  [leggi]

CUNEO - VENTIMIGLIA
Lo scorso 13 settembre, a Cuneo, siamo tornati ad illustrare le proposte del Pd per salvare la tratta ferroviaria Cuneo – Ventimiglia – Nizza, facendo il punto sugli impegni presi finora e su quanto si può e si deve ancora fare.
Un incontro che ha visto allo stesso tavolo rappresentanze territoriali, regionali, nazionali ed europee proprio per dare una maggiore continuità e forza alle nostre richieste, nonché per coordinare al meglio e rendere efficaci le proposte e gli impegni del partito. 
A seguito delle iniziative in Parlamento e in Consiglio regionale che ci hanno visti fortemente impegnati in questi mesi, oggi chiediamo l’immediato stanziamento dei 27.000.000 di euro necessari, secondo le stime e i progetti, a mettere in sicurezza la ferrovia ed evitare che i treni viaggino nel tratto francese a 40 km/h.
Come abbiamo già detto, è quantomai necessario trovare un’intesa con cui si ridiscutano la convenzione del 1970 tra Italia e Francia per la gestione di questa ferrovia e la successiva revisione, come già richiesto nel dicembre 2009 dai Presidenti delle Regioni Piemonte, Liguria e Provence-Alpes-Cote d’Azur. In proposito, sarà prioritario vagliare le possibilità di co-finanziamento europeo, in connessione  col ripristino del collegamento della tratta Torino – Nizza, anche in previsione della nuova Programmazione 2014-2020 e in prospettiva expo 2015. [leggi]

NUOVI BANCHI PER LE SCUOLE DI BORGO SAN DALMAZZO
Quest'anno il Ministero della Pubblica Istruzione ha riconosciuto all'Istituto comprensivo di Borgo San Dalmazzo una nuova classe prima, facendo passare da cinque a sei il numero delle sezioni. La Dirigente si è trovata nella necessità, tutt’altro che banale, di nuovi banchi e sedie per 22 alunni.
La precedente legge 141/2012 (legge di stabilità) prevedeva che per gli anni 2013 e 2014 i comuni non potessero spendere per mobili ed arredi di più del 20% della media di quanto speso negli anni 2010 e 2011: in tal modo il Comune di Borgo San Dalmazzo non poteva coprire tale richiesta.
Grazie alla sinergia che ho trovato con gli uffici del Comune (che ringrazio) e i colleghi assessori, insieme ai colleghi in commissione bilancio del Pd, siamo riusciti a far passare un emendamento nel DL “del Fare” (art.18 comma 8 septies), che ha permesso di sbloccare la situazione per Borgo e per altri comuni italiani che si trovavano in una situazione simile.
Un piccolo, ma concreto, risultato che ci ricorda come la buona Politica vuol dire mettersi insieme per cambiare le cose, partendo da quelle di tutti i giorni.
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