Copy
Per la difesa delle Istituzioni,
per il rispetto della Carta Costituzionale
Care, cari,
vi scrivo in ore di forte perplessità per la confusione nella formazione del governo, in giornate di grande preoccupazione per il nostro Paese. L’attacco orchestrato dalla Lega con l’aiuto del Movimento 5 Stelle ha portato nelle massime istituzioni dello Stato uno scontro istituzionale che non ha eguali nella storia della Repubblica.
Il pretesto di un ministro dell’economia inadatto, quel Paolo Savona che paragona la Germania odierna al terzo reich e sostiene l’uscita dall’euro [leggi], è stato utilizzato da Matteo Salvini con l’unico scopo di riportare il Paese alle urne.

Basta infatti ascoltare con attenzione le parole del Presidente della Repubblica [leggi] per capire come vi sia stata molta disponibilità proprio per consentire la nascita di un governo. Mattarella ha lavorato per costruire soluzioni ma dall'altra parte si è trovato due bugiardi, che sul contratto di governo non avevano scritto niente sulla moneta unica, ma hanno premuto per indicare l’ottuagenario Savona con un'insistenza oltre il limite del curioso.
Il disegno ora è chiaro. Chi ha chiamato il golpe contro il volere del popolo ancora una volta gioca con le ambiguità, le stesse che hanno avuto in campagna elettorale con liste dei ministri, candidati premier, promesse fasulle e infine, la messa in discussione dell’euro con una strategia precisa già delineata dal futuro ministro ma sulla quale il popolo italiano non si è mai espresso. L’euro non è stato tema di campagna elettorale né del contratto di governo, redatto con ipocrisia e con la noncuranza di chi sa che non dovrà mai applicarlo davvero. Il capo leghista e Luigi Di Maio ci hanno fatto perdere mesi preziosi, eppure oggi ancora una volta ritrattano con un dietrofront al limite del ridicolo, spaventati dal vicolo cieco in cui hanno gettato l’intero Paese.

Una cosa deve essere chiara: il Presidente Mattarella ha agito nel pieno rispetto dei poteri conferitigli dalla Costituzione per il bene di tutto il Paese. Un ministro dell’economia non è un nome fra i tanti del governo, ma l’istituzione che siede ai tavoli internazionali per discutere della situazione del nostro debito e deficit. È il volto dell’Italia di fronte agli investitori e acquirenti dei nostri buoni del tesoro, necessari a mandare avanti la macchina dello Stato, la sanità, l’istruzione. La credibilità e il lavoro di Piercarlo Padoan hanno permesso a Mario Draghi di stabilizzare il mercato dei titoli di stato, scongiurando il rischio che un elevatissimo debito pubblico ci portasse nell’apocalisse finanziaria che abbiamo visto sulla Grecia.
Paolo Savona, con le sue posizioni anti-euro e l’assurdo “piano B” per tornare alla lira in un finesettimana, avrebbe portato con sé al governo una dote avvelenata: interessi sui mutui alle famiglie e alle imprese oltre ogni record, file ai bancomat vuoti, quanto di buono fatto in questi 5 anni spazzato via in pochi mesi. Il Presidente Mattarella non solo va difeso dagli attacchi opportunistici e sconsiderati di chi si muove ormai con atteggiamento squadrista e fomenta il rancore nel Paese, ma deve essere ringraziato per aver evitato che accadesse il peggio.

Dobbiamo sostenere il suo operato, dobbiamo essere vigili e presenti. Ho partecipato alla prima reazione importante, a Torino in Piazza Castello [leggi] e oggi a Cuneo vi sarà un presidio alle 17.30 in Piazzetta del Municipio (Largo Audifreddi), giustamente convocato dall’ANPI Cuneo contro ogni strumentalizzazione delle istituzioni repubblicane.
Io ci sarò, ci vediamo qui, e alla manifestazione nazionale del 1° giugno, insieme a chi vorrà solo e semplicemente ribadire che noi crediamo nella scelta europea e in un'Italia seria e responsabile.

È ora di smettere di aizzare le persone perché la democrazia deve essere esercitata nei diritti e nei limiti posti dalla Costituzione. Molto deve essere cambiato nelle istituzioni di Bruxelles, ma ciò non può accadere (e non accadrebbe mai) facendo pagare indicibili sofferenze sulla pelle dei cittadini. La sfida delle prossime elezioni sarà fra chi vuole un’Italia debole e meno libera nel mondo, e chi invece lotta per un’Italia forte che contribuisca a rendere l’Europa centrale nel cambiare le storture della globalizzazione, nel fermare i conflitti, nell’abbattere le disuguaglianze.

Sì, le disuguaglianze: perché sarà anche e soprattutto una sfida fra destra e sinistra. Ora più che mai, è calata la maschera sui 5 stelle che accettano la flat tax e con Giorgia Meloni lanciano ipotesi di impeachment al Presidente della Repubblica; è evidente il razzismo e il nazionalismo di chi ha ipotizzato di dividere i servizi pubblici in base all’italianità, l’eversione di ha chiesto ai propri amministratori di rimuovere la foto di Mattarella dagli uffici pubblici. Il “cambiamento” di cui si sono fatti portatori questi partiti è quanto di più lontano posso immaginare dai miei valori, dalla comunità politica a cui appartengo, dai principi inscritti nella Costituzione.
È tempo per il Partito Democratico di riunire le forze migliori del Paese sotto le bandiere della giustizia sociale e delle istituzioni democratiche, e di sfidare le forze demagogiche e sovraniste con la forza delle idee al servizio dei più deboli per un'Europa dei popoli e un'Italia credibile. 
Chiara
Sito
Sito
Facebook
Facebook
Twitter
Twitter
Instagram
Instagram
YouTube
YouTube
Email
Email

Questa mailing list è legata all'attività dell'On.Chiara Gribaudo - Piazza Montecitorio, 00186 Roma (Italia)
nel rispetto del Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali 2016/679 (GDPR)

conchiaragribaudo@gmail.com

aggiorna i tuoi dati o annulla iscrizione