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Chiara Gribaudo newsletter n.2/2015
Care tutte, cari tutti,
questo 7 marzo, saranno passati due mesi esatti dalla strage di Charlie Hebdo. Pochi giorni dopo le piazze di tutta Europa si sono riempite di milioni di persone nel nome della libertà, del dialogo, dei diritti. Cristiani, musulmani, ebrei, laici e credenti, insieme contro ogni forma di estremismo e di fanatismo.
Lo scorso sabato invece, nella piazza di Roma, abbiamo assistito alla saldatura - preparata da tempo - tra le destre populiste e xenofobe. 
Quello che deve preoccuparci, non è tanto il folklore delle camicie verdi (poche, racconta chi c’era) mischiate a quelle nere (sempre troppe); dei confini secessionisti della “Padania libera” (da Roma ladrona), archiviati e trasformati in quelli “sacri” dei nazionalisti (con Roma capitale); degli slogan per il “federalismo” sostituiti da quelli di Casa Pound per la “sovranità”; del tricolore issato sotto l’Alberto da Giussano; delle magliette di Putin (il giorno stesso dell’assassinio di Boris Nemtsov) e delle bandiere della Russia imperiale, quelle con l’aquila, contrapposte a quelle dell’Unione Europea, crociate di rosso. Non è nemmeno la retorica violenta, sprezzante, fisica che si ascoltava dal palco. 
O forse sì.
In fondo, nella storia della destra italiana - dagli anni trenta, ai comizi di Almirante, da Pontida ad Arcore - l’identificazione con il simbolo e con il corpo del capo, che racchiudono in sé e comunicano tutti i significati, è stato sempre un elemento grottesco e distintivo.
Ciò su cui dobbiamo riflettere è, allora, il significato di questa nuova simbologia, che va oltre la paccottiglia ideologica. Dobbiamo comprendere bene da dove viene e dove va questa amalgama.
Una nuova destra nazionale, che nasce dall’unione di due fallimenti: quello secessionista e quello missino. Il primo sconfitto dalla globalizzazione, il secondo dalla storia repubblicana. E tuttavia rimasti a covare sotto la cenere, rivitalizzati dall’implosione del berlusconismo e dalla crisi economica. Per emergere oggi, sotto la benedizione di Marine Le Pen, come corrente reazionaria che intende soffiare sul fuoco del disagio sociale ed eccitare le emozioni violente. Candidandosi così ad entrare a pieno titolo nell’alveo delle nuove destre estreme del continente, insieme a francesi, spagnoli, olandesi, austriaci, ungheresi, fino ai greci di Alba Dorata.
Li ha riuniti Matteo Salvini, il nuovo capo: se non un duce, un ducetto. Che sostituisce il “me ne frego” con il “vaffanculo” - a cui, peraltro, Grillo aveva già abituato. Anche per questo preoccupa la capacità di attrazione nei confronti dei delusi di AN-Forza Italia e del M5S, in crisi di identità, di leadership e di consensi.
Forse l’immagine più veritiera e più inquietante è allora proprio quella foto di Mussolini in prima fila che recita: Salvini ti aspettavo. Come ha scritto Gad Lerner, a Roma “il fascioleghismo ha celebrato il suo battesimo ufficiale. Sottovalutarne il pericolo equivarrebbe a ignorare la storia d’Italia”.
Di fronte a tutto ciò, ricordandoci noi per primi da dove veniamo, dobbiamo fare qualcosa, reagire. I  diritti in generale, e la libertà in particolare, rischiano di essere solo fragili richiami se non “coniugati” giorno per giorno. Per questo l'Italia e l’Europa sono di fronte ad una difficile prova, se vogliono continuare, con più consapevolezza e determinazione, a promuovere il dialogo.
Anche per questo, con l’associazione “Rifare l’Italia”, abbiamo voluto organizzare a Cuneo (sabato 7 ore 10.30 presso la sala de “La Guida” in via Bono 5, angolo via Roma) un appuntamento per riflettere e per dialogare. Avremo con noi il collega e giovane onorevole PD Khalid Chaouki, membro della Commissione Esteri della Camera e unico deputato di fede musulmana nel Parlamento italiano.
Insieme a lui ci saranno lo studioso e scrittore Alberto Bosi e Franco Chittolina, presidente APICE. 
E’ anche con occasioni come questa che si costruisce la tolleranza, la comprensione la convivenza pacifica.
Vi aspetto
Chiara
MILLEPROROGHE: BLOCCATA L’ALIQUOTA E PROROGATI I MINIMI PER I LAVORATORI AUTONOMI

Nel decreto Milleproroghe è stata bloccata l’aliquota Inps e prorogato il vecchio regime dei minimi delle partite iva. Finalmente un risultato che ripara agli errori della legge di Stabilità, che avevamo denunciato sin dalla sua discussione, e all’eredità della Fornero. Infatti, i minimi approvati a fine anno secondo noi avrebbero penalizzato proprio le fasce più deboli per cui erano stati pensati, mentre, se non fossimo riusciti ad intervenire, anche con un difficile braccio di ferro col Ministero dell’Economia, l’aliquota contributiva sarebbe passata automaticamente dal 27,72% al 30,72% nel 2015 e fino al 33,72% nel 2018. Abbiamo molto lavorato in questi mesi per arrivare a soluzioni che guardassero soprattutto ai professionisti più giovani e con redditi più bassi che versano nella gestione separata, sia ordinistici che non ordinistici. Indubbiamente l’intervento del Presidente del Consiglio è stato decisivo per riuscire a risolvere la situazione. Ora, si potrà così ragionare a fondo su come aiutare davvero chi più ha bisogno di essere sostenuto. Deve però essere solo l’inizio, e l’impegno va rilanciato sul fronte dei diritti: perché se è vero che la sinistra si deve occupare innanzitutto dei più deboli, noi dobbiamo guardare proprio a chi in questi anni della precarietà e dello sviluppo dei nuovi lavori, è diventato adulto senza maturare una condizione lavorativa migliore, più tutelata e più stabile, come pure gli era stato promesso. Oggi a questi lavoratori, che sono stati lasciati troppo a lungo da soli, dobbiamo finalmente arrivare a dare un futuro. Ripartiamo quindi da qui. Per approfondire [leggi]
Rassegna stampa [leggi]

ALTA PARTECIPAZIONE: A MILANO, ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE CON GLI AUTONOMI

Sabato 28 febbraio, con la rete di Alta Partecipazione abbiamo organizzato a Milano un incontro nazionale tra il mondo del lavoro autonomo, professionale e dei free lance con la politica e le istituzioni. Dopo i primi punti segnati con il blocco dell’aliquota e la proroga dei minimi nel Milleproroghe - risultati importanti, ma non risolutivi - adesso serve infatti un provvedimento organico con misure universali volte a riconoscere la dignità e la rilevanza sociale del lavoro di autonomi, professionisti e free lance. Proposte di riforma, queste, che devono partire però dall’ascolto e dalla conoscenza di chi vive la condizione di partita Iva, non da processi verticali o dalle burocrazie ministeriali. Nella giornata, abbiamo quindi approfondito il tema dei diritti e delle tutele, la questione dei compensi minimi e della previdenza, quella della formazione e quella fiscale. Tutto questo per dire al Governo: #riapriamolapartita del lavoro autonomo, in vista dei provvedimenti su cui il Presidente Renzi si è impegnato in prima persona.

AUTOIMPRENDITORIALITÀ GIOVANILE: I CONSIGLI DELL’UE
La Commissione Europea ha reso disponibile una pubblicazione  che offre un quadro di come i 28 paesi UE hanno utilizzato gli incentivi per le start-up per incoraggiare i giovani disoccupati a creare la loro impresa. Gli spunti di riflessione sul tema, anche come prospettiva a lungo termine, vengono da una analisi dei profili di alcuni partecipanti per individuare i punti in comune tra le storie di successo. Il rapporto fornisce inoltre raccomandazioni sulle possibili misure e le aree da approfondire a sostegno dei responsabili delle politiche.
Per chi volesse approfondire [leggi]

DOPO L’ULTIMA STRAGE A LAMPEDUSA: TRITON INSUFFICIENTE, FIRMATA INTERROGAZIONE AD ALFANO
Il piano Triton è assolutamente insufficiente, non basta. Lo dimostrano le oltre 330 vittime nell'ennesima, e temiamo non ultima, tragedia al largo di Lampedusa dello scorso 11 febbraio. Ho firmato una interrogazione, sostenuta da sessanta deputati del Pd, con cui abbiamo chiesto al ministro Alfano quali misure intenda adottare per assicurare efficaci operazioni di ricerca e salvataggio in mare, anche rilanciando l'impegno dell'Unione europea. Di fronte a persone che scappano da guerre e persecuzioni, che rischiano e spesso perdono la vita nel tentativo di raggiungere le nostre coste, come si può restare solo a guardare? Servono risposte immediate e strumenti di intervento degni di un paese civile, che non si fermino al mero controllo delle frontiere.

RIFORME COSTITUZIONALI
Dopo cinque mesi dall’inizio dell’esame in Commissione Affari costituzionali (11 settembre 2014), il 14 febbraio scorso la Camera dei deputati ha terminato l’esame e il voto del disegno di legge di revisione della Parte II della Costituzione, approvato in prima lettura dal Senato l’8 agosto 2014. Al netto delle diverse opinioni che si possono avere - e che abbiamo avuto - nel merito delle questioni, è saltata all’occhio la saldatura tra opposizioni anche diversissime tra loro (per di più, negli stessi contenuti delle riforme) quali sono Lega, 5 stelle, Forza Italia e per altro verso Sel. Pur comprendendo il clima di tensione, scene come quelle che abbiamo visto non dovrebbero mai vedersi in un Parlamento e vanno condannate così come abbiamo fatto in altre occasioni. Bisogna in ogni caso continuare sempre a provare il dialogo, a cercare la sintesi e la mediazione con chi ritiene di voler partecipare in maniera propositiva alle riforme. Questo dossier, scritto in collaborazione con il Dipartimento Istituzionale, sintetizza i contenuti del disegno di legge costituzionale ed evidenzia le principali modifiche introdotte a Montecitorio. Per approfondire [leggi]
Prosegue questa rassegna di storie di giovani e di lavoro: in questo numero, il racconto dell’esperienza di Clara Lovera, che ha lasciato un posto "fisso" per andare a gestire la bottega del Parco delle Alpi Marittime a Sant'Anna di Valdieri, I Bateur. [leggi]


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GIORGIO MERLO - RENZI E LA CLASSE DIRIGENTE
UFFICI POSTALI: DOPO L’INTERROGAZIONE AL MINISTRO, CONTINUA L’IMPEGNO AL FIANCO DELLE COMUNITA’ LOCALI
Lo scorso 12 febbraio, insieme a 67 altri deputati PD tra cui il collega Taricco, ho depositato alla Camera un’interrogazione a risposta scritta al ministro per lo Sviluppo Economico sulla vicenda del ridimensionamento del servizio di Poste Italiane in aree marginali e montane. Poste Italiane non può perseguire logiche di guadagno a scapito delle esigenze della collettività, sacrificando uffici che ritiene "improduttivi" o "diseconomici", senza considerare che rappresentano un punto di riferimento per i cittadini dei piccoli comuni. I servizi postali, in particolare per le famiglie e le imprese, sono fondamentali per il presidio del territorio e la garanzia dei servizi essenziali. Anche di fronte alla mobilitazione di molti enti locali, il Ministro deve dirci quali azioni intenda intraprendere per garantire il rispetto dei disposti stabiliti dall’Autorità per il Garante delle Comunicazioni e come si intenda intervenire per evitare che decisioni unilaterali assunte da Poste Italiane Spa arrechino disagi ai cittadini.

LAICITA’ E STATO ISLAMICO: A CUNEO UN IMPORTANTE CONVEGNO, IL GIORNO DELLA MOZIONE PER RICONOSCERE LA PALESTINA

Lo scorso 27 febbraio, sono stata particolarmente contenta di partecipare all’iniziativa organizzata dall’Anpi di Cuneo - con il patrocinio del Comune di Cuneo e della Camera dei Deputati, in collaborazione con Amnesty International e la Scuola di Pace di Boves - su un tema di grande attualità: “Quale soluzione per uno stato laico nel mondo islamico?”. Sempre più spesso infatti, presi dagli affanni quotidiani e dalle molte preoccupazioni di casa nostra sembriamo dimenticare che, tanto più oggi, non solo c’è un mondo fuori da noi, ma quel mondo siamo effettivamente tutti noi, ne siamo partecipi, coinvolti.
E’ stata una bella occasione per raccontare la missione che ho fatto la scorsa estate in Israele e Palestina, insieme al gruppo “Parlamentari per la Pace”. Poche ore prima, avevo convintamente votato a favore della mozione Pd per il riconoscimento della Palestina. Con altrettanta convinzione, invece, non ho votato per la mozione proposta dal Ncd. 

PROROGA SFRATTI: LA RISPOSTA ALLO “SPORTELLO CASA” DEL CENTRO SOCIALE DI CUNEO
Nel Milleproroghe, oltre alle misure per gli autonomi, c’è stata anche un’altra importante, seppur parziale, misura che guarda a chi è più in difficoltà: il blocco degli sfratti per soggetti svantaggiati che sono a fine locazione. Lo Sportello casa del Centro sociale di Cuneo, ha scritto su alcuni giornali online criticando l’emendamento che ho contribuito a promuovere.
Per prima avrei preferito una proroga più lunga e, in questa lettera, rispondo nel merito della questione. [leggi]
Ma, mi sono chiesta, chi si dichiara in disaccordo preferiva forse che questi sfratti ad essere eseguiti? In questo caso, mi domanderei quali diversi interessi ci siano in campo visto che, certamente, non sarebbero gli interessi degli inquilini. Noi stiamo lavorando, pur in una situazione molto difficile, per ridare forza ai più deboli. Altri sembrano invece interessati unicamente a soffiare sul fuoco della protesta, forse accettando che i problemi rimangano dove sono e che i deboli rimangano deboli.

UN RICORDO DEL “SIGNOR MICHELE” FERRERO
Il 18 febbraio scorso, la mattina ero ad Alba, al funerale di Michele Ferrero.
Un uomo che ha dato molto a molti – nella sua città, nella provincia, poi nel mondo intero – e che ha saputo intendere in modo unico il valore del lavoro, del fare impresa, del welfare e delle relazioni umane.
Uno sguardo lungo, il suo, che non ha mai dimenticato che si parte a guardare innanzitutto vicino a sè. Per questo, le presenze più significative non sono state tanto le numerosissime personalità politiche, istituzionali, sociali ed economiche, venute a testimoniare il suo ruolo nazionale ed internazionale.
Quanto invece quelle dei suoi collaboratori e dipendenti, venuti a raccontare la loro commozione e il suo valore umano.
Quelli per i quali – dai più anziani con cui incominciò, ai più giovani arrivati per ultimi, non importa con quale livello aziendale o incarico – è da subito e sempre stato “il signor Michele”. In momenti in cui la qualità del lavoro e dell’impresa sono spesso giocate al ribasso, esperienze di discrezione, sobrietà ed operosità come la sua – la loro – dovrebbero essere davvero d’esempio per tutti noi.
7 MARZO, CUNEO: PROMUOVERE IL DIALOGO, CONIUGARE LA LIBERTA'

A due mesi esatti dalla strage nella sede parigina del giornale satirico Charlie Hebdo, l’associazione “Rifare l’Italia” organizza a Cuneo un appuntamento con la partecipazione dell’Onorevole PD Khalid Chaouki, membro della Commissione Esteri della Camera e unico deputato di fede musulmana nel Parlamento italiano. L’incontro si terrà a Cuneo, sabato 7 marzo alle ore 10,30 presso la sala de “La Guida” in Via Bono 5 (angolo Via Roma) [vedi mappa]
Interverranno, inoltre, Franco Chittolina (Presidente APICE – Associazione Per l’Incontro delle Culture in Europa) e Alberto Bosi (studioso, scrittore e traduttore). Introduce e modera Chiara Gribaudo (deputata PD).

9 MARZO, SALUZZO: IL RUOLO DEI CATTOLICI IN POLITICA. TRA CAMBIAMENTO, RINNOVAMENTO E MODERNITÀ

L’incontro si terrà lunedì 9 marzo, alle 21, presso la Caserma Mario Musso nel Salone degli specchi [vedi mappa].
Interverranno Giorgio Merlo (autore del libro “Renzi e la classe dirigente”), Mauro Calderoni (Sindaco di Saluzzo), Davide Gariglio (Segretario Regionale PD), Chiara Gribaudo (Deputata) e Alberto Valmaggia (Assessore Regionale all’Ambiente, Urbanistica, Programmazione territoriale e paesaggistica, Sviluppo della montagna, Foreste, Parchi, Protezione Civile).
Modera Giampaolo Testa.
Per poter tenere un contatto più diretto con elettori, simpatizzanti o con chiunque abbia piacere di ricevere informazioni, presentare richieste o proposte, ho pensato di attivare un servizio di "sportello" presso la sede Pd di Cuneo, in via Fratelli Vaschetto 8 [vedi mappa], preferibilmente su appuntamento:
. sabato mattina dalle ore 9,00 alle ore 10,00
. lunedì dalle 8,30 alle 9,30, compatibilmente con i lavori della Camera dei Deputati, sarò presente personalmente al ricevimento.

Per ogni informazione, si può contattare il numero 391.1326700 (segreteria)
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