Notiziario con le novità di Copac per clienti e soci

Notiziario del 7 agosto 2014

Contenuto del notiziario
Agosto, Copac rimane aperta
Copac come diventare socio
Prodotto della settimana il cous cous   la ricetta: cous cous alla Pat
Fare conserve in modo sicuro
Le prenotazioni

Pomodori bio da conserva Prenotazione cassette per i soci a prezzo speciale con lo sconto del 20%


Agosto, Copac rimane aperta 

Come negli scorsi anni, continuiamo la tradizione di essere aperti nel mese di agosto. Chiuderemo solo per il giorno 15, ferragosto e il giorno seguente sabato 16. Per il resto del mese orari e apertura consueta.
Intanto lavoriamo anche per  razionalizzare l'esposizione, e  prepararvi sorprese. Seguiteci!
 

Copac: come diventare socio

Dallo statuto della cooperativa ( scaricabile per intero dal sito) leggiamo che tutti possono diventare soci, purché maggiorenni. Sono però esclusi coloro che trattano prodotti   simili a quelli venduti, per fini professionali.
Possono diventare soci, anche persone giuridiche, quali altre cooperative, circoli aziendali, associazioni....
Per aderire si deve presentare domanda, compilando il modulo che si trova sul sito, o richiedendolo in negozio e versare l'importo della quota sociale, che a oggi è di 25 euro. 
Questa quota è intesa come valore minimo, dato che un socio potrebbe partecipare con quote maggiori.
La domanda di ammissione, viene valutata dal consiglio di amministrazione e, se approvata, il nominativo del nuovo socio viene iscritto nei libri sociali.
La quota versata corrisponde a un mattoncino del capitale sociale della cooperativa, che ne ha necessità per il proprio funzionamento.
E' importante ricordare che la quota sociale rappresenta il biglietto di accesso alla proprietà della cooperativa: ogni socio è difatti proprietario di una piccola parte della cooperativa e come tale, acquisisce il diritto a partecipare alla vita associativa e alle decisioni importanti che sono prese nelle assemblee.
Le quote sociali sono quindi come le azioni delle società, soltanto che nelle cooperative, ogni socio ha diritto ad un voto, indipendentemente quindi dal numero di quote versate: questa regola fa sì che tutti i soci partecipino alle decisioni con lo stesso peso.
In negozio possono fare acquisti sia i soci che i non soci, ma per una disposizione del codice civile, le vendite effettuate ai non soci devono essere meno della metà delle vendite totali. Dobbiamo quindi dimostrare questa suddivisione, registrando al momento dell'acquisto la qualifica o meno di socio.
L'ammontare delle vendite è un elemento essenziale per la sostenibilità economica della cooperativa; ricerchiamo sempre di farci conoscere attraverso i vari mezzi, in modo da raggiungere nuovi clienti e bisogna che aumenti di conseguenza anche il numero dei soci per mantenere il rapporto nei limiti di legge.

Ricordiamo l'importanza del contributo che i soci possono dare a migliorare ogni aspetto della cooperativa con suggerimenti e anche critiche indirizzate a  copac@varesebio.it, che è il canale di comunicazione associato a questo notiziario e diretto alla direzione.
 

Il Cous Cous

Abbiamo ricevuto il contributo della nostra amica e socia Patrizia, che ci ha mandato la sua ricetta per prepare il cous cous e questo ci ha stimolato a parlarne. Non è un prodotto della cucina tradizionale italiana, anche se ne viene usato nella cucina trapanese, ma un alimento tipico del Nordafrica, costituito da agglomerati ovvero granelli di semola cotti a vapore (del diametro di un millimetro prima della cottura).
Tradizionalmente il cuscus veniva preparato con semola di grano duro, ma oggi si usano anche cereali diversi, come orzo, miglio, sorgo, riso o mais. Solitamente esso accompagna carni in umido e/o verdure bollite o pesce in umido.
La preparazione tradizionale prevede che la semola sia bagnata e lavorata con le mani per farne palline, che vengono coperte di semola asciutta per tenerle separate, e poi passate al setaccio. Le palline che sono troppo piccole passano attraverso il setaccio e vengono di nuovo  lavorate. Questo processo continua fino a che tutta la semola è stata trasformata nei minuscoli chicchi del couscous.
 
 
Oggi esistono impianti industriali in grado di effettuare in modo automatico tutta la lavorazione. 
La diffusione di questo prodotto è in grande espansione, al punto che anche big B. lo produce! ( chi è big B? scatola blu!? ok avete capito! ). 

Il couscous viene cotto a vapore per essere morbido e leggero: un buon couscous non deve essere gommoso né formare grumi.
Il couscous in vendita in occidente è solitamente precotto al vapore una prima volta e poi essiccato, e le istruzioni sulla confezione indicano di aggiungervi un po' di acqua bollente per renderlo pronto al consumo.
Questo metodo è rapido e facile da preparare: basta mettere il couscous in una ciotola e versarvi sopra l'acqua o il brodo bollente, coprendo poi la ciotola.
Il cous cous si gonfia e nel giro di pochi minuti è pronto da servire, dopo averlo rimescolato con una forchetta.
Per chi ha fretta il cous cous è una soluzione molto interessante perché essendo precotto richiede meno tempo per la preparazione rispetto alla pasta asciutta o al riso.

Grazie Pat, aspettiamo altri tuoi contributi! E questo vale per voi tutti appassionati di cucina naturale. 
 
 
La ricetta  Cous Cous alla Pat


Ingredienti per 4 persone
300 grammi di cous cous mais e riso
3 carote
2 zucchine
salsa tamari
olio di oliva extra vergine 
prezzemolo tritato 
basilico
pepe
sale marino integrale


eccoti la foto del mio cous cous di mais e riso della copac, con zucchine e carote saltate in padella e poi condite con tamari, prezzemolo, basilico, sale e olio.
Molto semplice, delicato, va bene per chi non tollera il glutine, leggero per le giornate calde.
Si possono aggiungere a piacere altre verdure o tocchetti di formaggio o di tofu. 
Per la preparazione seguire le istruzioni presenti sulla scatola.
Prima di metterlo nella terrina e aggiungere le verdure, sgranarlo pian piano con la forchetta per togliere eventuali grumi.

Cous ous di Pat

La rosa decorativa è fatta sbucciando, come una mela, un pomodoro abbastanza sodo, è una bella idea per una presentazione più curata.

Tamari
E' una salsa di soia fermentata prodotta senza usare il grano. Una buona salsa di soia richiede lunga maturazione in barili di cedro, per diciotto mesi. Evitare quindi prodotti simili industriali fatti con caramello.


Preparare le conserve in modo sicuro

Uno dei metodi tradizionali usati per prevenire il degrado degli alimenti consiste nella preparazione delle conserve.
Gli alimenti si degradano a causa di agenti biologici ( insetti, microorganismi), di enzimi e di agenti fisici ( luce e calore); un ruolo essenziale nel favorire il degrado è la presenza di acqua in forma attiva cioè disponibile. Possiamo diminuire la attività dell'acqua legandola a sostanze, come lo zucchero, che ne legano una parte.
L'azione degli enzimi fa variare le caratteristiche organolettiche e nelle conserve è rallentata: non comporta in genere rischi di natura sanitaria. 
I microorganismi possono provocare alterazioni visibili ( gonfiore del tappo per formazione di gas) oppure no. Per proteggerci da queste alterazioni non visibili abbiamo solo un'arma: adottare pratiche di preparazione sicure.
Microorganismi
Sugli alimenti possono essere presenti microorganismi utili, come quelli che provano la fermentazione acetica o alcoolica e i lattobacilli, ma anche quelli nocivi che ne provocano la alterazione rendendoli inadatti al consumo.
Ta quelli più importanti ricordiamo la Salmonella, la Listeria e soprattutto il Botulino.
Lieviti e Muffe
I lieviti sono organismi unicellulari, spesso utili, mentre le muffe sono più complesse, dando luogo a strutture filamentose. Sono in grado di adattarsi a situazioni estreme, quali elevata acidità, bassa temperatura, presenza di sale. La presenza di muffe sulle conserve è indice di preparazione o conservazione scorretta e richiede la eliminazione precauzionale del prodotto. 

La minaccia più temibile: Il Botulino
I clostridi sono microrganismi che hanno la capacità di produrre la sostanza più tossica conosciuta: la tossina botulinica. Questi organismi sono presenti nell'ambiente sotto forma di spore, ovvero forme capaci di resistere a condizioni sfavorevoli. Diventano pericolosi solo se riescono a trasformarsi in cellule vegetative che producono la tossina.
Bisogna quindi bloccare la capacità delle spore di germinare: nelle preparazioni casalinghe si può operare mediante aggiunta di sale o di zucchero e mediante congelamento.
L'alternativa è la sterilizzazione che richiede attrezzature industriali: basta pensare che le spore del Clostridium botulinum possono resistere a bollitura a 100°C per 5-6 ore.
Non tratteremo le conseguenze della intossicazione da botulino perché questo non è una lettura horror, ma basti sapere che non sono piacevoli e spesso, come si legge nei fogli delle medicine, hanno esito letale.
In Italia si registrano mediamente 20 30 casi di botulino all'anno, nella grande maggioranza causati dal consumo di conserve casalinghe contaminate. Gli alimenti maggiormente coinvolti sono le conserve vegetali sott'olio, preparate con acidità insufficiente. Anche i prodotti sotto sale come le olive in salamoia, se sono state preparate con una concentrazione salina inferiore al 10%.
Un altro prodotto particolarmente rischioso è il pesto, l'unico metodo di conservazione consigliato è il congelamento da conservare in freezer.

Particolarmente importante è anche come vien trattato il vasetto dopo l'apertura. Una preparazione corretta, ma conservata a temperatura ambiente per alcuni giorni dopo essere stata aperta, diventa sicuramente a rischio.
 

Come difendersi

Le tossine botuliniche sono legate alla crescita del microrganismo che può essere inibita dall’acidità e dal sale. Sono sicure tutte quelle conserve che presentano un valore di pH inferiore a 4,5, raggiungibile usando aceti “forti”, con un contenuto in acido acetico almeno del 5,5% (valore solitamente riportato in etichetta). E’ consigliabile far bollire le verdure per pochi minuti in una soluzione fatta al 50% da acqua e 50% da aceto. Scolarle e lasciarle asciugare avvolte in un canovaccio pulito. Successivamente invasare e ricoprire di olio, lasciando uno spazio vuoto tra il coperchio e il livello dell’olio di un paio di centimetri. Le verdure devono essere coperte dall'olio (esistono appositi distanziatori per uso alimentare). 
Per quanto riguarda le conserve in salamoia, bisogna usare una soluzione acquosa contenente almeno il 15% di sale (150 g di sale ogni litro di acqua).

Anche le marmellate, purché siano fatte con le ricette tradizionali che prevedono l’utilizzo di un uguale quantitativo di zucchero e frutta non sono a rischio botulismo. Ad elevate concentrazioni, anche lo zucchero come il sale inibisce la crescita del botulino.

Tutti gli alimenti che non possono essere trattati con aceto, sale o zucchero, e non sono naturalmente acidi devono essere sottoposti a sterilizzazione, oppure congelati immediatamente dopo la loro preparazione.

Insisteremo continuamente sulle regole di preparazione e conservazione, ma lo spazio di una newsletter non è sufficiente per fare la formazione adeguata su tutti i casi.
Per chi desidera saperne di più suggerisco di consultare le linee guida sulla conservazione casalinga, a cura dell'Istituto Superiore di Sanità,  che sono liberamente accessibili qui.

 
 

Le prenotazioni

che arriva al martedì mattina e si prenota entro il venerdì precedente. Questo mese non sono previste consegne il 12 e il 19 agosto, sarà quindi disponibile solo l'ultima settimana di agosto ovvero il 26.
 
Il forno IrisMargherita rimane spento fino all'ultima settimana di agosto e il pane arriverà venerdì 29. Come al solito si prenota entro il venerdì precedente.
Per essere certi di avere la vostra pezzatura prenotate in negozio o telefonando entro il venerdì precedente.

Pomodori bio da conserva Prenotazione cassette per i soci a prezzo speciale
E' arrivato il periodo dei pomodori per salsa e ci si organizza a preparare le passate: da oggi potete prenotare i pomodori da noi.
Potete prenotare cassette da 10kg. al prezzo di 12,3 euro.

Per i soci saranno scontate del 20% al prezzo di 9,8 euro alla cassetta pari a 0,98€ al kg.
Abbiamo previsto due consegne, la prima giovedì 21 agosto e la seconda giovedì 28.
Per averle il 21 agosto occorre prenotare entro la settimana precedente quindi il 14, mentre per il 28 dobbiamo avere la prenotazione entri il 23.

Quindi se siete interessati, scrivete subito a prenota@varesebio.it o telefonate allo 0332 332927.

Per fare la passata, in quantità limitata, basta un passaverdure da cucina, oppure si possono scottare, per togliere la buccia e mettere nei vasi in forma di pelati. Nel prossimo notiziario, prevediamo un articolo su come fare la conserva.

 


Regole per prenotare

Le prenotazioni si fanno scrivendo a prenota@varesebio.it o telefonando al numero 0332 332927, ricordatevi di indicare oltre all'articolo che desiderate, il vostro nome e cognome e il numero di telefono, possibilmente cellulare, così potremo avvertirvi quando i prodotti sono disponibili.
Telefonate pure, per chiarimenti o per avere notizie delle vostre prenotazioni.
 

 

 
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