Notiziario con le novità di Copac per clienti e soci

Notiziario del 23 settembre 2014

Contenuto del notiziario
Parliamo di additivi alimentari
Arriva il parmigiano reggiano dal Caseificio del Parco
Le prenotazioni
Ritorna la carne piemontese
 

Parliamo di additivi alimentari

Argomento importante: la lista degli ingredienti di un prodotto che acquistiamo ci racconta come è stato fatto e gli additivi ci svelano le vere capacità del produttore.
Se sappiamo leggerla.
Ma non è facile perché ci imbattiamo in sigle e termini di tecnologia alimentare e di chimica che non ci aiutano a capire.
Vorremmo con questo articolo e con i seguenti, aiutarvi a capire meglio queste informazioni.
Perché l'industria alimentare usa gli additivi?



Il processo produttivo, deve evitare gli scarti, che si trasformano in perdita economica. Alimenti e bevande sono trasportati anche a grandi distanze: occorre che i prodotti siano stabili evitando che subiscano alterazioni per cause chimiche o microbiologiche, tali da comprometterne la qualità.
Anche la stabilità fisica deve essere mantenuta, occorrono quindi emulsionanti che mantengano l'omogeneità dell'alimento. 
Così troviamo che nel nostro alimento sono presenti antimicrobici, antiossidanti, antiraffermo, gelificanti e addensanti. 
Si deve poi garantire che il prodotto sia attraente, quindi si aggiungono coloranti e aromi per migliorare l'aspetto organolettico.
Succede quindi spesso che gli additivi siano necessari per ovviare a un processo tecnologico carente, ci si dovrebbe quindi aspettare che il miglioramento della qualità degli ingredienti e il perfezionarsi della tecnologia possa ridurre il numero degli additivi.
Questo non è sempre vero, perché uno degli obbiettivi dell'industria è di vendere prodotti, traendone profitto, quindi si usano ingredienti di pregio minore e si usano coadiuvanti e additivi per trasformarli in un prodotto di successo.
La situazione attuale è migliore di quanto non fosse in passato, quando i produttori usavano liberamente additivi pericolosi, sulfamidici e antibiotici. Ora gli additivi ammessi sono stabiliti dagli organismi europei e il loro elenco viene periodicamente aggiornato, per eliminare quelle sostanze che risultassero pericolose.

Alcuni esempi per chiarire il ruolo del produttore

Formaggini "svizzeri": nella maggior parte dei casi contengono acido sorbico. Ne deriva vita più lunga del prodotto e minor costo, rispetto ai pochi caseifici che non usano l'additivo rispettando il consumatore.






Parmigiano Reggiano: non è ammesso alcun additivo
Grana Padano: il disciplinare prevede l'additivo lisozima E1105, per evitare il gonfiore precoce o tardivo delle forme durante la stagionatura. 
Il processo produttivo è simile per i due formaggi, evidentemente usando l'additivo si hanno maggiori rese. Ci sono comunque produttori da Grana Padano che hanno rinunciato all'uso del lisozima.

Negli insaccati si usano nitriti e nitrati come garanzia contro il botulino, mentre il colore vivo del prodotto è garantito dall'acido ascorbico permettendo così di dimezzare la quantità dei primi due: questa autorizzazione è stata estesa a vari formaggi che non ne avevano necessità.


Un ultimo esempio, ancora dal settore formaggi: confronto due prodotti simili il Leerdammer e l'Emmental.
Ingredienti Emmental: Latte crudo svizzero, Fermenti, caglio animale, sale.
Ingredienti Leerdammer: Latte, sale, fermenti lattici, caglio vegetale, agente di rivestimento: plastica con colorante E106b ( annatto) e conservante E235 ( Natamicina)
Nel secondo caso sono stati usati additivi per la crosta che è dichiarata non edibile

Il conclusione, spesso è possibile evitare l'uso di additivi adottando opportune tecnologie industriali, che ovviamente hanno un costo maggiore. 
La tendenza all'aumento del numero degli additivi non ha sosta imponendo una continua revisione alle tabelle stabilite dall'Unione Europea.

Continua. . . . . 

 

 Arriva il Parmigiano Reggiano dal Caseificio del Parco

Presto arriveranno i tranci di Parmigiano che avete prenotato.

Ecco come si presenta, una volta tolto dalla busta sottovuoto.  Procediamo per dividere la fetta in due parti, più comodamente utilizzabili. Il taglio sarà fatto lungo lo spigolo, in modo da ottenere due spicchi triangolari.





Uno dei due sarà utilizzato subito, mentre l'altro andremo a riporlo nella sua busta per impiegarlo una volta terminato il primo.
 
Nel manipolarlo curiamo di non toccarlo con le mani per evitarne la contaminazione, si potrebbe usare un foglio di carta da cucina.




Nella busta, che sarà accuratamente richiusa e riposta in frigorifero, si conserverà per qualche settimana anche se non è sottovuoto.

Il pezzo da usare subito, sarà avvolto in carta da forno e riposto in frigorifero. Prima di avvolgerlo si può levare la patina untuosa che si è formata sulla superficie grattandola leggermente con coltello.
 
 

Per saperne di più sulla produzione di questo formaggio, visitate il sito del Caseificio del Parco..

Interessante anche un estratto dalla trasmissione Linea Verde di Rai 1, dove potete conoscere direttamente i luoghi e le persone che lavorano questo formaggio.
 

 

  

Le prenotazioni

Ritorna la carne piemontese

Ci stiamo preparando ad andare in Piemonte per portarvi la carne biologica di fassone piemontese, dell'azienda agricola Battesorio. Si tratta di capi allevati all'aperto per la gran parte dell'anno, senza forzature, senza grasso e quindi, come sa chi aspetta questo avvenimento, di una qualità eccezionale.
Questa carne è venduta a cassette da 5kg. o da 10kg. al costo per i non soci di 17,37 euro al kg, i soci Copac hanno diritto ad uno sconto speciale del 8% per cui il prezzo per i soli soci è di 15,98 euro al kg.
Vi chiediamo di raccogliere al più presto le prenotazioni per poter prefissare la quantità di carne da ordinare: aspettiamo le vostre prenotazioni entro il 10 ottobre, in modo che si possa farvela avere per fine ottobre.
Come certamente sapete l'allevatore decide in base alla quantità che gli chiediamo, tenendo conto delle due settimane necessarie per la frollatura.



Il pane del forno BIOPAN , arriva ogni martedì  e si prenota entro il venerdì precedente.
 



Il pane del forno IrisMargherita arriva tutte le settimane il venerdì mattina. Si prenota entro il venerdì precedente.
Per essere certi di avere la vostra pezzatura prenotate in negozio o telefonando entro il venerdì precedente.
Per conoscere le varie tipologie di pane trovate qui l'elenco.

Le prenotazioni di Naturaloe, alimento naturale fresco a base di aloe arborescens, secondo la ricetta di Padre Zago, in confezione da 500 e 1000 gr. ripartono per la prossima scadenza. In questo caso non abbiamo date fisse, ma facciamo partire l'ordine quando c'è un numero sufficiente di richieste, 

Regole per prenotare
Le prenotazioni si fanno scrivendo a prenota@varesebio.it o telefonando al numero 0332 332927, ricordatevi di indicare oltre all'articolo che desiderate, il vostro nome e cognome e il numero di telefono, possibilmente cellulare, così potremo avvertirvi quando i prodotti sono disponibili.
Telefonate pure, per chiarimenti o per avere notizie delle vostre prenotazioni.
 

 

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Copac è una cooperativa che fonda il proprio capitale sulle quote dei soci. Ciascun socio partecipa con il contributo una tantum di 25 euro a costruire il fondo economico necessario per il funzionamento della struttura economica.
Come gli articoli di questo notiziario dimostrano, un piccolo contributo di tanti permette di costruire servizi che singolarmente sarebbero impensabili.
Per questo ci occorre anche il tuo contributo, perché più soci avrà la cooperativa, più servizi e di miglior livello sarà in grado di fornire.
Non si tratta di benefici futuri, perché già ora ognuno può constatare che diventare soci conviene.
Per diventare socio, stampa e compila il modulo che trovi qui e consegnalo in negozio assieme alla quota sociale.
 
 

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Per saperne di più continuate a leggere...............

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